Mostre di arte moderna e contemporanea

La scoperta del corpo elettronico.
Arte e video negli anni 70

26 gennaio - 26 marzo 2006

Galleria Civica d'Arte Contemporanea Filippo Scroppo
Via D'Azeglio 10, Torre Pellice (To)
Tel. 0121-932530
Orari: mar-sab 10:30-12:30 15:30-18:30, dom 15:30-18:30, lunedì chiuso
Ingresso gratuito

Dalla fine di gennaio a quella di marzo, Torino e i comuni vicini sono sedi di gara o allenamento delle Olimpiadi invernali. Un'occasione unica per avvicinare il mondo dello sport e quello della cultura.
È per questo che molti musei e luoghi espositivi hanno deciso di realizzare importanti avvenimenti artistici.
Tra gli spazi coinvolti nell'iniziativa, figura anche la Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Torre Pellice, che ospita un'interessante rassegna sulla videoarte.

La mostra, che prende in considerazione una quarantina di opere "storiche", realizzate intorno agli anni '70 in ambito internazionale, propone i lavori di artisti molto noti, come Marina Abramovic, Joseph Beuys, Urs Lüthi, Allan Kaprow, Bruce Nauman, Hermann Nitsch, Dennis Oppenheim, Arnulf Rainer, e di altri pressoché sconosciuti al grande pubblico. Alcuni di loro, hanno continuato a occuparsi di videoarte anche in seguito, altri, hanno preferito seguire strade diverse.

Negli anni '70 il video era uno strumento nuovissimo di espressione e di indagine e le sue potenzialità sono state colte al volo dagli artisti, che hanno scelto questo medium per le loro sperimentazioni o per documentare le loro performance.
Nei loro lavori hanno riflettuto sul video in quanto tale, come mezzo di trasmissione di messaggi, ma soprattutto sul corpo.
Questo fatto, che può sembrare paradossale pensando alla freddezza dei pixel e, di contro, al calore e alla fisicità del corpo, ha contribuito alla nascita di opere straordinarie, che hanno indagato l'uomo "nei suoi movimenti, nelle sue forme, nei suoi comportamenti invisibili", nei suoi rapporti col mondo.
I risultati sono molto diversi tra loro e rispecchiano lo stile e il carattere degli autori. C'è chi preferisce stupire, chi privilegia l'ironia o la provocazione intelligente, chi mette in gioco le proprie emozioni e ama raccontarsi, chi affronta tematiche sociali o si rifà a miti e tradizioni ancestrali.

I video sono, di volta in volta, freddi, poetici, divertenti, essenziali, scioccanti.
Il nudo è molto presente. Talvolta sembra inutile, gratuito, ma ha un significato profondo: rispecchia il carattere di un periodo storico ben definito, quello che ha fatto seguito al '68. Significa ribellione, rivoluzione, libertà, riscoperta della propria fisicità.

Tra i lavori più interessanti, presenti a Torre Pellice, si segnalano quelli di Marina Abramovic (Art must be beautiful, Artist must be beautiful), Claudio Ambrosini (Hair cut), Alighiero Boetti (Ciò che sempre parla in silenzio è il corpo), Douglas Davis (The Florence Tapes - Clothing, Walking, Lifting, Leaving), Fernando de Filippi (Sostituzione), Sanja Ivecovic (Un jour violente e Instructions), David Hall (This is a Television Receiver), Ugo La Pietra (Per oggi basta!), Ketty La Rocca (Appendice per una supplica), Allan Kaprow (Then), Richard Kriesche (Blackout), Urs Lüthi (Morir d'amore e Self Portrait), Dennis Oppenheim (2 - Stage Transfer Drawing ), Gina Pane (Action Mélancolique 2x2x2), Luca M. Patella (Terra animata), Fabrizio Plessi (Travel), Michele Sambin (Oihcceps), Roberto Lucca Taroni (Around about e Untitled), Valie Export (Tapp und Tastkino) e Peter Weibel (Selbstbeschreibung).

La tecnica usata nella realizzazione di questi filmati è lontana anni luce da quella di oggi, capace di offrire video sofisticati ed elaboratissimi, e alcuni temi possono sembrare un po' datati alle nuove generazioni, vissute con gli occhi incollati alla TV e abituate a ben altri effetti speciali, ma, va ricordato che questi artisti sono riusciti, con mezzi rudimentali e molta intelligenza, a creare qualcosa che, alla loro epoca, era estremamente innovativo per forma e contenuto. Sono stati i pionieri di un genere, spesso penalizzato da visioni frettolose, che sta ritornando di grande vitalità. Lo dimostrano le mostre, sempre più numerose, e il progetto di una sezione apposita nella prossima edizione di MiArt, la fiera dell'arte moderna e contemporanea di Milano.

La rassegna, realizzata da Marco Meneguzzo in collaborazione con l'Associazione Care Of e Progressiv Art Group, è affiancata da un catalogo bilingue - italiano e inglese - con un saggio del curatore, interviste ad alcuni produttori di video attivi in Italia negli anni '70, descrizioni delle opere e videografia di ogni autore.

Lo spazio espositivo, spettacolare e interattivo, è dotato di 3 grandi schermi, che trasmettono una selezione di opere in loop, e di 5 postazioni fisse, che permettono di scegliere e visionare i video singolarmente.

Links ad altre pagine di Artdreamguide correlate