Mostre di arte moderna e contemporanea

Vittorio Sella. Paesaggi Verticali. 1879-1943

26 gennaio - 17 aprile 2006

GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea
Via Magenta 31, Torino
Tel. 011-4429518
Orari: 9-19, gio 9-23, lunedì chiuso

In occasione delle Olimpiadi della Cultura, legate alle XX Olimpiadi Invernali, non poteva mancare una retrospettiva dedicata a Vittorio Sella (1859-1943), che è stato un pioniere della fotografia di montagna e del paesaggio d'alta quota.

La mostra, di grande interesse storico e culturale, presenta 100 fotografie originali di questo avventuroso personaggio, stampate in diversi formati e tecniche tra il 1879 e il 1943. Tra queste, si trovano anche alcune straordinarie vedute panoramiche composte da più immagini affiancate.

La storia di Vittorio sembra segnata dal DNA. Figlio dell'industriale laniero Giuseppe Venanzio Sella, che nel 1853 ha scritto il primo trattato fotografico italiano, e nipote di Quintino Sella, fondatore del CAI (Club Alpino Italiano) e della Società Geografica Italiana, segue le orme di entrambi e unisce l'amore per la fotografia a quello per la montagna e per i viaggi.

L'interesse per le scalate nasce sulle Prealpi Biellesi e cresce salendo sulle cime più alte delle Alpi (Cervino, Gran Paradiso, Monte Bianco, Monte Rosa). Ma il desiderio di vedere altre genti e altri Paesi, lo porta alla scoperta di luoghi pressoché sconosciuti, che immortala con la sua macchina fotografica. Un'impresa che ha dell'eroico dato che, all'epoca, le attrezzature pesavano all'incirca 30 Kg...

Tra il 1889 e il 1909 si reca nel Caucaso, in Africa, in Alaska e in Asia. Alterna le campagne fotografiche in Paesi lontani a viaggi più vicini, come quelli sulle Dolomiti, sul Grossglockner e sul Grossvenediger.
In molte di queste spedizioni è al seguito di Luigi Amedeo di Savoia, il Duca degli Abruzzi, grande esploratore e alpinista. Ma i fortunati viaggi in Caucaso (1889, 1890, 1896) li organizza da solo e, nella ricognizione intorno al massiccio del Kanchenjunga, in Sikkim (1899), si accompagna allo scrittore britannico Douglas W. Freshfield e al fratello Erminio.

Le sue spedizioni e la bellezza delle sue fotografie gli garantiscono subito fama e successo. Riceve anche numerosi riconoscimenti, tra cui, la Croce di Cavaliere dell'ordine di Sant'Anna, conferitagli dallo zar Nicola II, e il premio Murchison della Royal Geographical Society di Londra.

In mancanza di rilievi di altro genere, le sue fotografie diventano un punto di riferimento fondamentale per società geografiche, cartografi, geologi, botanici, alpinisti e sono molto richieste anche per illustrare libri e riviste. Non bisogna però dimenticare, che, al di là del loro valore documentario e tecnico, queste immagini dimostrano anche un'eccellente qualità dal punto di vista estetico. Sella, infatti, ha un forte senso della prospettiva e della composizione e sa calibrare con sapienza chiari e scuri, toni e sfumature.

La mostra è curata da Lodovico Sella ed è accompagnata da un catalogo con saggi di Marina Miraglia e Giuseppe Garimoldi.

Le lastre e le stampe originali di Vittorio Sella, che sono migliaia, sono conservate presso la Fondazione Sella di Biella e costituiscono ancor oggi una fonte preziosa per le ricerche storiche e scientifiche.

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