Mostre di arte moderna e contemporanea

Metropolis. La città nell'immaginario
delle Avanguardie (1910-1920)

4 febbraio - 4 giugno 2006

GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea
Via Magenta 31, Torino
Tel. 011-4429518
Orari: 9-19, gio 9-23, lunedì chiuso

Per far fronte al prestigioso incarico di sede olimpica, Torino ha portato avanti, negli ultimi anni, diversi lavori di riqualificazione urbana, che hanno interessato numerosi spazi cittadini.
Un processo per certi versi analogo si è avuto agli inizi del '900 quando le città più grandi e industrializzate d'Europa hanno dovuto affrontare un periodo di crescita fino ad allora impensabile. Un fatto che ha portato cambiamenti enormi dal punto di vista urbano e sociale e ha sollecitato la fantasia di numerosi artisti delle Avanguardie.
Ecco perché la GAM di Torino ha deciso di dedicare una grande mostra alla "città", vista attraverso gli occhi dei principali protagonisti di quel periodo: Pablo Picasso, Umberto Boccioni, Fernand Léger, Carlo Carrà, Gino Severini, Paul Klee, Georg Grosz, Robert Delaunay, Max Weber, Mario Sironi, Albert Gleizes, August Macke, Ernst Ludwig Kirchner, Lyonel Feininger, Joseph Stella, John Marin, Alexandra Exter.

Il percorso espositivo, affidato a un corpus di opere numeroso e qualitativamente elevato, è suddiviso in sezioni, che tengono conto dei diversi temi affrontati dagli artisti. E siccome lo slancio futurista per lo sviluppo delle città non era condiviso da tutti, accanto ai fautori del progresso e della crescita urbana figurano anche i detrattori della vita cittadina, ossia quegli autori che hanno deciso di andare oltre la facciata scintillante della metropoli moderna denunciando le sofferenze e i disagi di buona parte della popolazione.
Nelle loro opere, la città si rivela allora per quello che è: il luogo dello sradicamento e della sopraffazione. Una situazione difficile da sopportare, che sarà ulteriormente aggravata dallo scoppio della prima guerra mondiale. Un'esperienza drammatica, che lascerà nell'animo degli artisti sconcerto e disillusione.

Il progresso tecnologico, l'introduzione della luce elettrica, il mito dell'energia e della velocità segnano l'inizio di nuove correnti artistiche, che invocano la nascita di un mondo nuovo, dinamico e in continua trasformazione.
La città futurista di Boccioni, Carrà e Severini è vitale, positiva, aperta al futuro. Cresce, si trasforma, trova nuovi centri di aggregazione e divertimento.
È una città concreta, ma in divenire. E questo sollecita la fantasia degli architetti come Sant'Elia che progettano soluzioni utopiche e avveniristiche di grande fascino.

Le città più importanti di inizio secolo sono Parigi e New York, che diventano il soggetto privilegiato della ricerca di molti artisti, da Robert Delaunay a Fernand Léger, da Max Weber a Joseph Stella.
La diffusione del traffico, il pullulare delle insegne e delle affissioni pubblicitarie, l'introduzione dell'elettricità, trasformano profondamente l'aspetto di queste metropoli. La realtà si frantuma, si frammenta, si scompone. Nascono così nuovi modi di rappresentare il mondo e gli oggetti, tra cui quello cubista.

Il fascino di Parigi e New York, la maestosità di palazzi e grattacieli, non devono far dimenticare che esistono in ogni città delle zone in ombra. Si tratta delle periferie, luoghi contrassegnati da uno sviluppo edilizio senza precedenti, ma anche luoghi della desolazione e della solitudine. Questi spazi, già ricordati da Sironi in dipinti memorabili, sono oggetto d'attenzione anche da parte di Kirchner, Beckmann e della Goncharova, che pongono l'accento sugli aspetti meno attraenti della metropoli moderna: i porti, i ponti, le fabbriche, i viadotti.

La guerra complica le cose. Porta diffidenza, dolore, rovina, solitudine, e i disagi degli abitanti delle metropoli diventano ancor più intollerabili. L'esistenza un vero inferno.
Queste tematiche sono affrontate da Georg Grosz, Ludwig Meidner e Otto Dix, che nelle loro opere grafiche, crude ed esasperate, denunciano i risvolti meno nobili delle città tedesche del dopoguerra.

"Metropolis" è un progetto di Maria Grazia Messina, che si è avvalsa della collaborazione di Maria Mimita Lamberti, co-curatrice di questa mostra.
Le opere, che arrivano da prestigiose collezioni pubbliche e private italiane e internazionali, sono affiancate dai filmati dei fratelli Lumière e dalle fotografie di Alfred Stieglitz e Eugène Atget, che ci hanno lasciato immagini straordinarie di New York e Parigi.

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