Mostre di arte moderna e contemporanea

Matisse e Bonnard. Viva la pittura!

7 ottobre 2006 - 4 febbraio 2007

Complesso del Vittoriano
Via San Pietro in Carcere - Fori Imperiali, Roma
Tel. 06-6780664
Orari: lun-gio 9:30-19:30, ven-sab 9:30-23:30, dom 9:30-20:30

Henri Matisse (1869-1954) e Pierre Bonnard (1867-1947) hanno diverse cose in comune. Entrambi hanno lasciato l'attività legale per l'arte e hanno deciso di passare la fase matura della loro vita nel Midi della Francia. Entrambi hanno scelto come primo gallerista Ambroise Vollard per poi passare da Bernheim-Jeune. Entrambi, ed è questo che più ci interessa, condividono l'amore per la pittura, la passione per le stampe giapponesi e il decorativismo, i soggetti (ritratti, paesaggi, nature morte, figure di donne), e, soprattutto, quel desiderio di superare l'imitazione del reale per trasmettere le emozioni e le sensazioni, la vita interiore, che li porta ad analizzare tutte le possibilità espressive del colore.

Nonostante queste consonanze e l'amicizia di una vita, documentata da circa 20 anni di lettere, il loro lavoro risulta molto diverso. E la rassegna allestita al Complesso del Vittoriano ce ne dà dimostrazione presentando 230 opere (olii, sculture, acquerelli e disegni) di questi due grandi artisti francesi, maestri nell'uso del colore, cui si devono due direzioni fondamentali dell'arte del '900: la spinta verso il moderno e il legame con la tradizione. Sempre comunque con l'idea dell'autoreferenzialità della pittura.
È ad essa, infatti, e non alla natura, che l'artista deve sottomettersi, o meglio, come dice Bonnard, "concedersi completamente".

La mostra, allestita in uno spazio completamente rinnovato e ampliato, è strutturata secondo un percorso tematico.
Il primo impatto è con il paesaggio e numerose sono le vedute di Parigi, le scene di mare e di campagna. Seguono i nudi, i ritratti, le nature morte, la grafica.
Il faccia a faccia è continuo e, questo permette di evidenziare le differenze stilistiche e caratteriali che esistono tra i due artisti, a partire dalla natura gioiosa e solare di Matisse a quella riflessiva e simbolista di Bonnard. Modi di essere che fanno del primo il punto di riferimento dei "fauves" (belve) e del secondo uno dei principali esponenti dei "nabis" (profeti). È su queste premesse, infatti, che si sviluppa il loro percorso artistico successivo, segnato da altre ricerche e scoperte.

Il carteggio tra Matisse e Bonnard, che è stato un punto di riferimento importante per questa mostra, copre un arco di tempo che va dal 1925 al 1946 ed è pubblicato dalla casa editrice Gallimard.
I due artisti parlano del tempo, delle stagioni, dei colori dei fiori, della luce del Mediterraneo, ma anche della loro vita, degli amici, delle difficoltà di ogni giorno e del costo dei materiali.
Sono le lettere di due pittori, ma soprattutto di due amici, legati da affetto e da una stima profonda.
Alle loro parole e al loro rapporto è dedicata un'installazione che ha per protagonisti Giorgio Albertazzi (Matisse) e Moni Ovadia (Bonnard).
L'ammirazione che i due artisti provavano l'uno per l'altro trova un'ulteriore testimonianza nel fatto che Matisse tenne sempre con sé la Serata al Salon di Bonnard, acquistata nel lontano 1911, e Bonnard conservò fino alla fine La finestra aperta di Matisse.
La loro amicizia è la conferma che si può essere diversi, ma continuare a stimarsi e scambiarsi impressioni e suggerimenti arricchendosi reciprocamente.

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