Mostre di arte moderna e contemporanea

Really, really simple. Richard Long. Opere dal 1978 al 2002

14 aprile - 3 settembre 2006

Villa Menafoglio Litta Panza
Biumo Superiore (Varese)
Tel. 0332-283960
Orari: 10-18, lunedì chiuso

Dopo le mostre dedicate a Dan Flavin (2004) e Lawrence Carroll (2005), il FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) torna a occuparsi dei grandi artisti contemporanei che Giuseppe Panza di Biumo, un tempo proprietario di questa splendida villa con giardino, ha raccolto con amore e passione.
Tra loro non poteva mancare l'inglese Richard Long, uno dei più noti artisti internazionali, che, nel 1978, cominciò ad attirare la sua attenzione. Fu allora, infatti, che questo grande collezionista italiano gli acquistò la prima di molte opere senza preoccuparsi delle loro dimensioni e dei problemi che avrebbero potuto comportare. Come aveva fatto, del resto, con altri artisti che aveva invitato nella sua villa perché realizzassero opere d'arte ambientale e installazioni.

Richard Long nasce a Bristol nel 1945 e si forma alla St. Martin's School di Londra. Tra i suoi compagni di corso ci sono Gilbert & George, Barry Flanagan, Hamish Fulton.
Inizia a operare in campo artistico negli anni '60, un periodo che vede la nascita e lo sviluppo di diverse correnti, come la Land Art, l'Arte Concettuale, il Minimalismo, la Body Art e l'Arte Povera. Ognuna di esse gli insegna qualcosa ma Long va comunque per la sua strada e sviluppa uno stile personale.
Il suo primo lavoro importante si intitola A line made by walking. Lo realizza nel 1967 camminando ripetutamente lungo lo stesso percorso in un prato. È il segno del suo passaggio. Come altri artisti che propongono lavori effimeri, Long documenta il suo intervento con delle fotografie.
In quest'opera realizzata a 22 anni c'è già tutta la sua poetica: l'interazione con l'ambiente, il rispetto della natura, la passione per i viaggi solitari e i luoghi poco battuti, il desiderio di lasciare una traccia del proprio passaggio.

Oltre alle opere che produce sul posto nei suoi vagabondaggi, Long ne realizza altre per gli spazi chiusi. A monte però c'è sempre un contatto con la natura e i suoi elementi.
In ogni posto che va, Long raccoglie pietre, arbusti, aghi di pino, materiali di diverso tipo. Poi li mette insieme, genere con genere.
Ogni lavoro è differente anche se la forma di base è la stessa, "perché ogni pietra della terra è differente" dall'altra. E così ogni altro elemento naturale.

Dato il suo interesse per la natura e il modo in cui crea molte delle sue opere, Long è stato a lungo considerato uno dei principali esponenti della Land Art, il movimento americano che si proponeva di liberare l'arte dalle rigide dimensioni del quadro e renderla fruibile fuori da contesti chiusi come gallerie e musei. Lui stesso però se ne chiama fuori ricordando che le sue opere possono avere grandi dimensioni, ma non hanno nulla di monumentale e non richiedono sforzi eccessivi. Tanto è vero che generalmente le realizza da solo e, come sostiene lui stesso, si "può fare un lavoro lungo mille miglia, collocando, lungo una passeggiata di tale lunghezza, un sasso al giorno".
Il modo in cui Long si muove nel paesaggio e le opere che ne risultano rappresentano qualcosa che sta a metà "tra il reale e l'astratto, tra il concettuale e il romantico", tra la natura e il pensiero. Aiutano a capire e cambiare.
Una camminata è qualcosa di materiale, ma segue sempre un'idea. A dirlo è proprio Richard Long, un uomo a cui piace pensare che "le pietre siano ciò di cui è fatto il mondo". Qualcosa di semplice, forte, emozionante, come le sue opere.

A Villa Panza si possono vedere sei opere di Long. Sembrano poche, ma sono sufficienti a rendere la portata del suo lavoro. Le più datate fanno parte della collezione privata di Giuseppe Panza di Biumo e non sono mai state esposte insieme in Italia, la più recente, è di proprietà del gallerista piemontese Tucci Russo, che cura gli interessi dell'artista nel nostro paese.
Si tratta di lavori di grandi dimensioni, realizzati con centinaia e centinaia di pietre, ciottoli e piccoli rami, i materiali tipici di Long, quelli che ama raccogliere durante le sue camminate. Un gruppo di volontari li ha disposti casualmente all'interno di schemi molto rigidi. Sono quelli che l'artista ha fissato nei disegni che stende sempre prima di dare vita a un'opera e che spesso descrivono anche le sue sensazioni e i suoi pensieri.
Le forme di queste opere, e di quelle di Long in genere, sono di vario tipo, rettangolari (Wood Line, 1978; Carrara Line, 1985), circolari (Madrid Circle, 1986; Valle Pellice Stone Circe, 1989), a croce (Cross of Stocks, 1983), serpeggianti (Meandering Line, 2002), a spirale. La loro scelta comunque non è mai casuale. Richiamano forme naturali, archetipiche, di valore universale. Come dice Panza di Biumo, "rivelano la logica nascosta che governa il cosmo" e "ci aiutano a capire la nostra appartenenza a qualcosa che non muore, che esiste per sempre".

Il percorso espositivo, ideato dall'artista, si svolge all'aperto, nei giardini della Villa, ma anche al chiuso, in contatto con le raffinate decorazioni neoclassiche del Salone Impero e i semplici ambienti della Scuderia Grande e della Limonaia.
Il pubblico ha così l'opportunità di avvicinarsi in più modi a queste opere straordinarie e suggestive, che rappresentano al meglio l'operato e la poetica di Long.

La mostra è stata curata da Giuseppe Panza di Biumo e Lucia Borromeo ed è accompagnata da un ricco programma di conferenze.
Una volta qui, si può visitare anche la collezione d'arte contemporanea che Panza di Biumo ha iniziato a costituire a partire dagli anni '50 e che vanta opere di Dan Flavin, Robert Irwin, James Turrel, Lawrence Carroll, Martin Puryear, Ettore Spalletti, Phil Sims, David Simpson e tanti altri. Molti i dipinti, ma anche le installazioni site-specific, realizzate appositamente per gli spazi della villa, che dal 1996 è proprietà del FAI.

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