Mostre di arte moderna e contemporanea

Dadada. Dada e dadaismi del contemporaneo 1916-2006

7 settembre - 17 dicembre 2006

Castello Visconteo
Viale XI Febbraio 35, Pavia
Tel. 0382-33853
Orari: mar-ven 10-19, sab-dom 10-20, lunedì chiuso

L'artista rumeno Tristan Tzara, che era stato uno dei fondatori e dei principali animatori del movimento dadaista di Zurigo, nato nel 1916, aveva decretato la fine di quell'esperienza nel 1922.
Qualche decennio dopo, e precisamente nel 1958, Man Ray, che aveva fatto parte del gruppo ed era grande amico di Marcel Duchamp, si era chiesto se il Dadaismo fosse davvero morto.
La risposta arriva a distanza di quasi mezzo secolo. A darla è Achille Bonito Oliva, che, con la mostra di Pavia, dimostra tutta la vitalità e l'attualità di questo movimento dissacrante e innovativo che, dalla Svizzera e dal mitico Cabaret Voltaire, si è propagato a macchia d'olio in Francia, Germania, Belgio, Italia, America e Giappone trovando ovunque simpatizzanti ed epigoni.

L'iniziativa di Bonito Oliva si inserisce all'interno delle celebrazioni dei 90 anni di Dada, che hanno già dato vita ad alcune importanti rassegne internazionali, come quella del Centre Georges Pompidou di Parigi, passata poi alla National Gallery of Art di Washington e al MoMA di New York.
A differenza delle precedenti però, la mostra allestita al Castello Visconteo non ferma la sua analisi sul passato. Presenta, infatti, anche opere di molti artisti contemporanei, che hanno tratto stimoli e sollecitazioni dalle invenzioni e dalle provocazioni dadaiste. È da lí, infatti, che hanno preso spunto il Surrealismo, Cobra, il Lettrismo, il Situazionismo, Fluxus, la Poesia Visiva, la Videoarte, pratiche come la performance o gli happenings e anche molte installazioni e fotografie.
Il Dadaismo in sé, come il suo nome, non vuole dire nulla. È un'atteggiamento, uno spirito, un approccio alla realtà. Per questo, non può morire, può solo rinnovarsi e reinventarsi ogni giorno.

Il percorso espositivo, diviso in due sezioni, tra il Salone del Rivellino e le Scuderie, propone al pubblico 250 opere di artisti dadaisti, del passato e del presente. Tra loro, Man Ray, Marcel Duchamp, Hans Richter, Kurt Schwitters, Jean Crotti, George Grosz, Raoul Hausmann, John Heartfield, Erwin Blumenfeld, Hannah Höch, Laszlo Moholy Nagy, Christian Schad, Joseph Beuys, John Cage, George Maciunas, Nam June Paik, Ben Vautier, Joan Brossa, Paul De Vree, Robert Filliou, John Furnival, Jiri Kolar, Ugo Carrega, Giuseppe Chiari, Sarenco ecc.
Uno spazio a sé è dedicato alla Platea dell'Umanità, l'installazione che l'artista e poeta bresciano Sarenco (Isaia Mabellini), ha presentato alla Biennale di Venezia del 2001.
Tra gli autori figura lo stesso Bonito Oliva, curatore del video Totòmodo, realizzato nel 1995 mettendo insieme diversi spezzoni dei film di Totò, quelli in cui l'attore fa l'artista o parla d'arte.

La rassegna, che si fa vedere e leggere, data l'importanza che i dadaisti assegnano ai giochi di parole, ai non-sense, alla pratica del collage, allo sconfinamento tra le arti, rientra nel programma del "Festival Internazionale dei Saperi", che, dal 6 al 10 settembre, porterà a Pavia alcuni tra i principali protagonisti della cultura e della scienza.

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