Mostre di arte moderna e contemporanea

Collectors 1. Collezione La Gaia
di Bruna Girodengo e Matteo Viglietta

14 maggio 2006 - 30 dicembre 2007

CeSAC - Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee
Via Cappuccini 29, Caraglio (Cn)
Info: 0171-6182060
Orari: ven-sab 15-19:30, dom 10-19:30

I motivi che spingono a collezionare sono di vario tipo. E questo vale sia nel caso di una raccolta di figurine, che nel caso delle opere d'arte. Si raccoglie per possedere, per diversificare i propri investimenti, per dare di sé un'immagine più interessante, per amore del bello o di un certo tipo di oggetti. Si comincia a poco a poco, poi la cosa prende la mano, un po' come succede col gioco d'azzardo.

Bruna Girodengo e Matteo Viglietta hanno cominciato ad appassionarsi all'arte nei primi anni '80 girando per gallerie e musei, approfondendo le loro conoscenze nelle biblioteche. Poi hanno iniziato a comprare le prime opere. Sono partiti con artisti del primo '900 per approdare poi all'arte contemporanea, che oggi costituisce il nucleo più cospicuo della loro collezione.
Nelle loro scelte non hanno seguito nessun criterio prestabilito. Si sono fatti guidare dalla passione e dal gusto personale. E ora dispongono di una raccolta straordinaria, la Collezione La Gaia, di oltre 1.000 opere, che è una delle più prestigiose in Europa.
Nel 2001, spinti dal desiderio di trovare una sistemazione a questi lavori, hanno deciso di creare per loro uno spazio espositivo di ben tre piani sulla collina di Santo Stefano a Busca. Una casa dell'arte, punto di incontro per tutti gli appassionati d'arte moderna e contemporanea.

La mostra "Collectors 1", voluta dal direttore del CeSAC, Andrea Busto, nasce dall'idea di valorizzare le risorse del territorio cuneese, e quindi, primi tra tutti, gli artisti e i collezionisti che operano in questa zona. La scelta della Collezione La Gaia si è imposta da sola, data la sua importanza e la presenza di molte "opere di formazione" di grandi artisti. L'adesione entusiasta dei due coniugi ha fatto il resto e si è concretizzata in un prestito di lungo periodo, che consentirà l'esposizione a rotazione anche di altre opere e la realizzazione di un nutrito programma didattico.

La rassegna, che costituisce un affascinante percorso in un secolo di storia dell'arte internazionale, è strutturata in nove sezioni, che raggruppano le opere in filoni tematici e cercano di dare una logica a ciò che è nato e cresciuto senza un criterio o un filo conduttore evidente. Spinto - come si legge sul sito www.collezionelagaia.it - dalla passione e dal coraggio di "credere in opere di cui solo il futuro potrà dare conferma". Non è quindi un caso se, accanto alle opere di artisti ormai noti, figurano anche quelle di molti giovani, su cui Bruna Girodengo e Matteo Viglietta hanno deciso di scommettere.

Corpi, una delle sezioni più incisive e sofferte, racconta come gli artisti del '900 hanno affrontato l'idea del corpo e le sue ferite interiori. Tra gli artisti più rappresentativi troviamo Medardo Rosso, Giacomo Manzù, Marina Abramovic, Nan Goldin, Vanessa Beecroft, Andreas Serrano e tanti altri.

Italia 1960 1970 documenta il percorso dell'arte italiana dall'Astrazione all'Arte Povera attraverso le opere dei suoi principali protagonisti: Manzoni, Boetti, Paolini, Colla, Uncini, Rotella ecc.

Oggetti prende in considerazione la fascinazione per le cose del quotidiano che, dalla fine degli anni '50 a oggi, ha spinto gli artisti a inserirle in un contesto a loro estraneo, quello dell'arte, conferendo loro nuovi significati.

Minimalismi ricorda la smania di riduzione e azzeramento del colore e della forma, che, a partire dagli anni '60, ha accompagnato molte ricerche artistiche in pittura, scultura e intallazione.

La quinta sezione, Luoghi, propone paesaggi e città visti attraverso i dipinti e le fotografie di artisti contemporanei.

Idea di Patria si concentra su un concetto oggi poco sentito, che trova riscontro in arte in opere ironiche e dissacranti, come quelle di Costa Vece e Salvo.

Quadreria astratta parte dalle opere di Fontana e Burri per arrivare all'astrattismo di Francis. Il titolo dà l'idea di qualcosa di classico, consolidato. E così sono ormai considerate le opere di questi autori, che, all'epoca della loro realizzazione, suscitarono imbarazzo e sconcerto.

Vocabolari racconta la convivenza artistica di segni verbali e figurali, parole e immagini, l'invenzione di nuovi alfabeti, la trasformazione dell'opera d'arte in operazione concettuale. I lavori sono quelli di Agnetti, Kosuth, Kounellis ecc

L'ultima sezione, Videoforum, diversa ogni 3 settimane, documenta le ricerche video degli ultimi 10 anni.

Il titolo della mostra "Collectors 1", ci induce a pensare che questa rassegna avrà presto un seguito e potremo quindi goderci il frutto della passione di altri coraggiosi collezionisti...