Mostre di arte moderna e contemporanea

Max Bill

29 marzo - 25 giugno 2006

Palazzo Reale
Piazzetta Reale 12, Milano
Tel. 02-86464430
Orari: mar-dom 9:30-19:30, lunedì chiuso

Il piano superiore di Palazzo Reale è quello dedicato alle grandi mostre e non ospita quasi mai le rassegne d'arte moderna e contemporanea.
Si sono fatte delle eccezioni per Picasso, per Modigliani e per pochi altri. Tra questi figura ora anche Max Bill, uno dei più versatili e talentuosi artisti del '900, che i curatori della mostra definiscono come una sorta di "creatore universale". Nell'arco della sua carriera, Bill è stato, infatti, pittore, scultore, architetto, designer e grafico, affiancando l'attività pratica a quella teorica e all'insegnamento.

Max Bill, nato a Winterthur nel 1908, è morto a Berlino nel 1994 lasciando dietro di sé un percorso esemplare per qualità e coerenza.
I suoi primi studi artistici risalgono al 1924, quando seguiva i corsi di argentiere alla Kunstgewerbeschule di Zurigo, ma la svolta fondamentale si ha nel 1927. In quell'anno, infatti, Bill si trasferisce a Dessau, dove frequenta il Bauhaus di Walter Gropius e conosce grandi maestri come Paul Klee, Wassily Kandinsky e Josef Albers. È qui che si accosta alle opere costruttiviste, che avranno grande importanza per lo sviluppo della sua opera e del suo pensiero. Una ricerca di ispirazione logico-matematica, basata sull'infinita variazione del modulo, che lo porterà a essere leader carismatico di tutti i movimenti di Arte Concreta, tra cui l'italiano MAC.

Tra il 1932 e il 1936, già impegnato nella lega svizzera dei grafici indipendenti, Max Bill si lega al gruppo parigino "Abstraction-Création" ed entra in contatto con Georges Vantongerloo, Hans Arp, Max Ernst, Alberto Giacometti. Due anni dopo conosce anche Marcel Duchamp.

Nel 1944 Max Bill comincia a lavorare nel campo del design. Risale a questi anni anche l'inizio dell'attività didattica, che riveste nella sua vita un'importanza fondamentale. Dopo aver lavorato alla Scuola di Arti Applicate di Zurigo e all'Istituto Tecnico Superiore di Darmstadt, nel 1951 si impegna nella realizzazione dell'Hochschule fur Gestaltung di Ulm, dove dirige le sezioni di architettura e design. Qualche anno dopo, nel 1967, si trasferisce ad Amburgo, alla Staatliche Hochschule fur Bildende Kunste, dove insegna design ambientale.

L'impegno didattico di Max Bill trova riscontro nella sua attività progettuale. Tra le opere più interessanti realizzate in questo campo, si ricordano gli allestimenti della sezione svizzera alle Triennali di Milano del 1936 e del 1951, i disegni degli edifici della Hochschule di Ulm (1953-1954), il padiglione della città di Ulm all'esposizione di Stoccarda (1955), il padiglione dell'esposizione nazionale svizzera di Losanna (1964).

Membro del CIAM (Congre's International d'Architecture Moderne), dell'UAM (Union des Artistes Modernes), dell'Institut d'Esthétique Industrielle di Parigi, del DWB (Deutscher Werkbund), del BSA (Bund Schweizer Arkitekten), dell'AIA (American Institute of Architects), dell' associazione svizzera "Oeuvre", dell'Accademia delle Arti di Berlino e dell'Accademia Reale Fiamminga di Scienze, Letteratura ed Arti, Max Bill è stato consulente onorario dell'Unesco e ha ottenuto diversi premi, tra cui il Prix Kandinsky (1949), il Gran Prix della scultura della Biennale di San Paolo e il Gran Premio della Triennale di Milano (1951), il Premio per l'arte della città di Zurigo (1968), il Premio Helmut Kraft per le arti figurative (1990), il Premium Imperiale giapponese per la scultura e il Grand Prix d'Honneur della Biennale Internazionale della Grafica di Lubiana (1993).

Nel corso della sua vita Max Bill ha realizzato anche molti scritti teorici. Tra questi, Mies Van der Rohe (1945), Architettura svizzera moderna (1949), Robert Maillart (1955) e l'edizione completa delle opere di Le Corbusier.
Le sue scoperte e la sua creatività hanno lasciato un segno importante nel mondo dell'arte, ma anche nella vita quotidiana influenzando il gusto del pubblico e degli addetti ai lavori.
Le sue opere, caratterizzate dall'utilizzo di forme geometriche pure ed essenziali e dalla ricerca sul colore, fanno parte delle collezioni di molti musei internazionali. Molte anche le sculture esposte all'aperto, negli spazi pubblici di molte città.

La mostra allestita a Palazzo Reale ripercorre il cammino artistico di Bill dagli anni del Bauhaus agli anni '90.
Le opere esposte - disegni, dipinti, sculture, grafiche, mobili e oggetti di design, progetti architettonici e grafici, libri, manifesti pubblicitari - sono tra le più significative della sua produzione. Si tratta ovviamente di una selezione, ma di una selezione accurata che ha avuto il supporto della seconda moglie dell'artista, Angela Thomas Schmid, e del figlio Jacob. Molti lavori, tra l'altro, arrivano proprio dalla collezione di Bill, che ha conservato sempre presso di sé le opere che considerava emblematiche della sua carriera. Un cammino di grande coerenza che si è sviluppato secondo i principi dell'Arte Concreta, da lui definita come "l'espressione pura della misura e della legge armonica".

Il percorso espositivo è articolato in diverse sezioni, che sono al tempo stesso cronologiche e tematiche. L'idea che sta alla base del progetto curatoriale è infatti quella di porre in risalto la poliedricità e interdisciplinarietà della ricerca di Bill, che, tra l'altro, è stato un punto di riferimento imprescindibile anche per gli allestitori.

La mostra è curata da Otto Letze e Thomas Buchsteiner dell'Institut fur Kulturaustausch di Tubinga. Il catalogo è edito da Electa.

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