Mostre di arte moderna e contemporanea

Antoni Tàpies

9 aprile - 26 giugno 2005

Museo d'Arte Contemporanea
Viale Padania 6, Lissone (Mi)
Tel. 039-2145174
Orari: mar-ven 15-19, sab-dom 10-12 15-19, lunedì chiuso

Torna in Italia dopo 20 anni Antoni Tàpies, una delle figure di spicco dell'Informale internazionale. Ad ospitarlo è il Museo d'Arte Contemporanea di Lissone, che ha deciso di dedicargli un premio alla carriera dopo avergli già conferito un premio nel 1957.

Le opere esposte ripercorrono il cammino artistico di Tàpies, dagli anni '50 a oggi. Un periodo di grandi cambiamenti, che lo vede abbandonare gli studi giuridici per seguire la via dell'arte sulla scia di Miró, Klee e Picasso.
Le sue prime prove si innestano all'interno del Gruppo Dau al Set, che si rifa a tematiche di derivazione dadaista e surrealista. Utilizza già il collage, che lo porta ad accostare tra loro materiali diversi.
Sarà questo interesse per la materia ad avvicinarlo alle ricerche informali. Nei suoi lavori la pittura si stratifica mischiandosi a sabbia e terra. Su questo impasto, corposo e magmatico, l'artista interviene con segni e graffi di grande potenza espressiva, che richiamano il simbolo della croce o la lettera "M", indice di morte, maternità e materia.
Dopo il 1960 Tàpies torna a inserire nelle sue opere oggetti di vario tipo. Accanto a queste cose fanno la loro comparsa rappresentazioni di parti del corpo umano. Sono metafore del destino dell'umanità.
Tutti questi simboli non devono far pensare a un'arte rivolta all'al di là. Tàpies è strettamente legato al reale, al contingente. Per lui l'artista deve andare dentro le cose e carpirne il segreto perché la realtà non è fatta soltanto da ciò che vediamo. Solo così può spiritualizzare il reale e "influenzare la coscienza di chi guarda... ".

Una sezione della mostra è dedicata ai libri d'artista. Un altro importante campo di intervento di Tàpies, che fu anche scultore e incisore.

L'esposizione è realizzata in collaborazione con la Fundaciò Antoni Tàpies di Barcellona ed è curata da Nuria Enguita Mayo e Flaminio Gualdoni.
Il catalogo, edito dal Museo d'Arte Contemporanea, propone, oltre ai testi dei curatori, quelli di Andreas Franzke, uno dei principali studiosi dell'artista.

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