Mostre di arte moderna e contemporanea

Pop Art Italia 1958-1968

17 aprile 2005 - 3 luglio 2005

Galleria Civica
Palazzina dei Giardini - Palazzo Santa Margherita
Corso Canalgrande 103, Modena
Tel. 059-206911
Orari: mar-ven 11-13 16-19; sab-dom e fest 10:30-19, lunedì chiuso, giovedì gratuito

Come promesso, la Galleria Civica di Modena torna a parlare di Pop Art. Un argomento già affrontato con successo nella mostra "Pop Art UK. British Pop Art 1956-1972", che ci ha ricordato come questa tendenza sia nata in Inghilterra, e precisamente nella "Swinging London".

Se Londra è al centro del rinnovamento artistico e musicale inglese, Roma è il punto di riferimento della Pop Art italiana. Qui si sviluppa, infatti, il fenomeno della "dolce vita", che, con il "boom economico", dà il via a un profondo rinnovamento del costume italiano.

Nel dopoguerra Roma è un luogo di incontri e dibattiti di livello internazionale. Di qui passano molti grandi artisti europei e americani. Si parla, si discute, si crea. Le gallerie di riferimento sono La Tartaruga di Plinio de Martiis e La Salita di Gian Tomaso Liverani, dove espongono gli artisti che fanno tendenza. Non fanno eccezione gli artisti della "Scuola di Piazza del Popolo", che, negli anni '60, inventano una via italiana, autonoma e originale, al linguaggio Pop. Tra loro, Mario Schifano (Futurismo rivisitato, 1966), Franco Angeli, Tano Festa, Mario Ceroli (Orologio, 1964), Giosetta Fioroni.

Un altro centro propulsivo della Pop Art italiana è Milano, dove si trova lo Studio Marconi, uno dei principali centri di diffusione e affermazione di questa tendenza.
Gli artisti che gravitano attorno a questa galleria guardano più all'Europa che all'America. Alcuni di loro, come Mimmo Rotella (Il Punt e Mes) o Enrico Baj, appartengono alla generazione precedente, hanno fatto parte di importanti movimenti come il Nouveaux Réalisme, l'Arte nucleare e il Movimento Internazionale per una Bauhaus Immaginista, e privilegiano soluzioni di derivazione dadaista. Altri, come Lucio Del Pezzo, Valerio Adami, Emilio Tadini, si ispirano alla metafisica dechirichiana o al fumetto.

Anche Pistoia ha un'anima pop. La figura di punta è Gianni Ruffi, presente in mostra con alcune sculture, tra cui Intervallo (1965), che fa il verso all'indimenticabile Carosello. Altre personalità significative del panorama artistico italiano sono Alberto Moretti (Vegé, 1964), Silvio Pasotti e Concetto Pozzati.

Accanto alle opere di questi autori, che sono sicuramente i più rappresentativi della pop italiana, la mostra presenta i lavori di altri artisti, che hanno coltivato questo linguaggio per un breve periodo e, poi, hanno imboccato altre strade. Tra loro: Domenico Gnoli, Michelangelo Pistoletto (Specchio, 1960), Jannis Kounellis, Aldo Mondino, Pino Pascali, Cesare Tacchi (La poltrona gialla), Umberto Bignardi, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Fabio Mauri.

La rassegna è curata da Walter Guadagnini e Luca Massimo Barbero. Fa parte di un ciclo volto ad analizzare in modo approfondito le vicende della Pop Art internazionale.

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