Mostre di arte moderna e contemporanea

Filippo De Pisis

14 aprile - 3 luglio 2005

GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea
Via Magenta 31, Torino
Tel. 011-4429518
Orari: 9-19, lunedì chiuso

La Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino dedica un'ampia antologica all'opera di Filippo De Pisis (Luigi Tibertelli 1896-1956), uno dei più sensibili e raffinati interpreti della pittura italiana della prima metà del '900. Un uomo di grande cultura e di vasti interessi, che ha frequentato gli ambienti artistici di Roma, Parigi, Londra, Venezia e Milano traendone stimoli e suggestioni senza perdere originalità.

Il percorso espositivo, ricco di dipinti e disegni, si articola cronologicamente dalla Natura morta occidentale del 1919 alla Natura morta con la penna del 1953. Un inizio e una fine che ci ricordano come questo genere sia stato uno dei più frequentati dal pittore.
A latere si innestano 8 aree tematiche, che prendono in considerazione i soggetti principali dell'artista o gli argomenti che lo hanno affascinato.

Un momento molto importante nella vita di De Pisis, è l'incontro del 1916 coi fratelli De Chirico, che porta all'interno della sua pittura un'aria metafisica, un sentore di immobilità e silenzio. Nei suoi lavori resta però un'emozione, uno stupore, una passione, che è sicuramente originale, come lo è quel tocco rapidissimo, a "zampa di mosca", che si ritrova nelle opere successive e che tanto piaceva a Montale.
Un altro periodo fondamentale per la formazione di De Pisis è il soggiorno parigino. Nella capitale francese, dove torna più volte a partire dal 1925, l'artista studia gli impressionisti, frequenta Soutine e Braque, conosce Matisse e Picasso. Prende qualcosa un po' qui un po' là, ma rielabora il tutto in un'ottica personale. Il timbro cromatico, già influenzato dalla pittura veneta del '700, acquisisce una nuova luminosità. L'impressione visiva si mescola coi ricordi, i desideri, le pulsioni dell'animo.

Tra le opere più belle di questa mostra figurano le nature morte degli anni '20 e i paesaggi del decennio successivo. Non sono da meno alcuni lavori che l'artista ha realizzato negli ultimi anni, segnati dalla malattia e dal ricovero a Villa Fiorita di Brugherio. Spogli ed essenziali, hanno il dono dell'incisività.
Ampio spazio viene dato ai disegni e alle opere grafiche dell'autore, che aveva una "mano" davvero straordinaria.

La mostra è curata da Pier Giovanni Castagnoli, Corrado Levi ed Elena Pontiggia. In catalogo, oltre ai testi dei curatori, si trovano contributi di Cristina Mundici, Maria Mimita Lamberti e Marco Vallora.

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