Mostre di arte moderna e contemporanea

Kazimir Malevic.
Oltre la figurazione. Oltre l'astrazione

22 aprile - 17 luglio 2005

Museo del Corso
Via del Corso 320, Roma
Tel. 06-6786209
Orari: 10-20, lunedì chiuso

Il Museo di Stato di San Pietroburgo conserva un ingente corpus di opere di Kasimir Malevich (Kazimir Malevic). Buona parte di esse sono ora esposte a Roma in questa straordinaria e pressoché completa retrospettiva sull'artista russo. Un evento culturale di portata internazionale. Un appuntamento da non perdere.

Benché conosciuto dalle avanguardie artistiche del '900, che lo consideravano un punto di riferimento molto importante in quanto ideatore e teorico del Suprematismo, Malevich rimase sconosciuto al pubblico fino alla fine degli anni '50.
A farlo conoscere in tutto il mondo e anche in Italia, fu la mostra itinerante organizzata nel '59 dallo Stedelijk Museum di Amsterdam, che aveva appena acquistato le opere lasciate dall'artista a Berlino nel suo precipitoso e misterioso ritorno in Patria del 1927.
La rassegna riscosse grande interesse e toccò varie città, tra cui Roma. All'appello mancavano però le opere realizzate in Russia, che si riuscirono a vedere solo negli anni '90, dopo il disgelo del blocco sovietico.
Ora questi lavori sono esposti al Museo del Corso e ci danno la possibilità di conoscere quanto ancora mancava dell'iter creativo di Malevich, un artista che è riuscito a superare la visione figurativa tradizionale approdando a una nuova, totale, forma di astrazione, espressione della "pura sensibilità". Per lui, infatti, la pittura tradizionale non poteva trasmettere altro che un'illusione della realtà. Il vero, il reale, si trovava solo nell'emozione. Ed era per questo che la nuova arte non doveva rappresentare la natura, ma la realtà spirituale.

La mostra, davvero esaustiva, permette di vedere i primi quadri simbolisti, influenzati dalle opere postimpressioniste, che l'artista ebbe occasione di vedere a casa dei collezionisti russi Sciukin e Morozov, le opere cubofuturiste create all'epoca dell'incontro con Marinetti, i grandi quadri astratti del periodo suprematista, tra cui spiccano il Quadrato nero, considerato una delle principali icone del XX secolo, la Croce nera e il Cerchio nero, le opere figurative che l'artista realizzò negli anni '30 dopo il ritorno in Russia e l'arresto. Risalgono a questo periodo di "riallineamento", i ritratti astratto/figurativi che ricordano i dipinti del 1912 e i meno noti ritratti neo-rinascimentali.
Per dare un quadro il più possibile esaustivo dell'attività di Malevich, che si è occupato anche di architettura e arti applicate, sono esposti anche i famosissimi Architekton, plastici in gesso di ipotetiche architetture suprematiste, alcuni rarissimi oggetti in porcellana e i costumi che l'artista disegnò per l'opera suprematista La vittoria sul sole, documentata da un video dell'Università di Los Angeles.

La mostra è stata possibile grazie al contributo di un Comitato scientifico internazionale, costituito dai maggiori studiosi dell'avanguardia russa: Joyn Bowlt, Jean Claude Marcada, Nicoletta Misler, Josef Kiblitsky, Eugenia Petrova, direttrice del Museo di San Pietroburgo, Claudio Strinati, soprintendente del Polo Museale Romano.

L'allestimento, realizzato dall'architetto David Palterer, e il formato del catalogo, quadrato con quadrato nero, si ispirano all'opera di Kasimir Malevich sottolineando ancora una volta l'importanza simbolica della sua ricerca. Del resto il "quadrato nero" accompagna l'artista anche nel suo ultimo viaggio, come documenta la ricerca fotografica di Ettore Sottsass sulla tomba dell'artista. A dipingerlo fu un suo allievo, Nikolai Suetin. Ultimo omaggio a un grande che morì in disgrazia per motivi politici.

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