Mostre di arte moderna e contemporanea

Capolavori del Guggenheim.
Il grande collezionismo da Renoir a Warhol

3 marzo - 5 giugno 2005

Scuderie Papali al Quirinale
Via XXIV Maggio 16, Roma
Tel. 06-696270
Orari: 10-20, ven-sab 10-22:30

Quando si parla di Guggenheim, il primo a venire in mente è il Museo di Bilbao, opera di Frank O. Gehry. In questo caso, però, l'accento è posto più sull'architettura che sulle collezioni. Ed è un vero peccato perché le raccolte della Fondazione Guggenheim, che accorpano i "tesori" di Solomon e Peggy Guggenheim incrementati da lasciti e acquisti successivi, sono davvero strepitose e rappresentano una vera e propria summa dell'arte del XX secolo.
Una selezione di queste opere, generalmente esposte a New York, Venezia e Bilbao, approda ora a Roma per una grande mostra. Un evento che gli appassionati d'arte non possono farsi sfuggire.

Solomon Guggenheim iniziò ad acquistare arte negli anni '30 e '40. I suoi interessi, pilotati da Hilla Rebay, una giovane pittrice tedesca, andavano all'arte europea, in particolare quella astratta. Pezzi forti della sua collezione erano Kandinsky, Klee, Malevich e Mondrian. Molti quadri li comprava da Leo Castelli, che era in contatto col gallerista parigino René Drouin. Prima del 1939, quando decise di dare vita al Museum of Non Objective Painting (poi Solomon R. Guggenheim Museum), Solomon li teneva in un fastoso appartamento al Plaza.

I gusti di sua nipote, Peggy Guggenheim, erano sicuramente più eclettici. Riflettevano i consigli di Marcel Duchamp e le sue storie d'amore.
Peggy, ricca e viziata, iniziò a comprare arte perché non sapeva come occupare il tempo, poi subentrò una vera e propria passione.
Nel 1938, aprì a Londra la sua prima galleria, la "Guggenheim Jeune". Le piacevano i surrealisti, ma comprava anche opere di Picasso, Braque, Kandinsky e Mondrian. Sarebbero state perfette per il museo che voleva realizzare.
Per raggiungere questo obiettivo, si era data anche un compito, quello di comprare un quadro al giorno, e lo faceva davvero!
La guerra buttò all'aria i suoi piani. Costretta a rifugiarsi negli Stati Uniti, nel 1941 aprì a New York un'altra galleria, "Art of this Century". Esponeva la sua collezione di arte europea, ma dava spazio anche a giovani artisti americani, che considerava promettenti.
Non si sbagliava. Robert Motherwell, Mark Rothko, Jackson Pollock, per citarne alcuni, non solo ebbero successo, ma diedero vita al primo movimento artistico americano in grado di competere con l'arte europea. Parliamo, ovviamente, dell'Espressionismo astratto, che la stessa Peggy contribuì a far conoscere presentando la sua collezione nel Padiglione greco della Biennale di Venezia del 1948.

Dopo la morte di Peggy, il suo patrimonio è entrato in possesso della Solomon R. Guggenheim Foundation. Un ente che gestisce musei in diverse sedi e dispone di una delle più complete collezioni d'arte europea e americana del dopoguerra, incrementata nel tempo grazie ad acquisti diretti e lasciti di privati.
Tra le donazioni, va annoverata anche la collezione del gallerista tedesco Justin K. Tannhauser, cui si devono importanti tele di Manet, Pissarro, Cézanne, Gauguin, Van Gogh e Picasso, che hanno permesso di colmare alcune lacune delle raccolte di Solomon e Peggy, poco interessati all'impressionismo e al neo-impressionismo. Parliamo di lui e non di altri, perché alcune di queste opere, che fanno parte della collezione permanente del Solomon R. Guggenheim Museum di New York, sono esposte alle Scuderie del Quirinale.

Questo ci riporta a Roma e a una mostra straordinaria, che consente al pubblico di ammirare 80 opere tra tele, sculture e installazioni degli artisti amati da Solomon e Peggy Guggenheim o comunque entrati in possesso della Fondazione. Un viaggio emozionante alla scoperta dell'arte del secolo scorso e di autori come Manet, Renoir (Donna con papagallo, 1871), Cézanne (Uomo a braccia conserte, 1899), Van Gogh (Paesaggio con neve), Monet (Palazzo Ducale), Matisse (L'Italiana, 1916), Seurat, Rousseau, Bonnard, Chagall (Soldato che beve, 1911-12), R. Delaunay, Picasso, Braque (Violino e tavolozza), Léger (I fumatori, 1911-12), Balla (Velocit&agrve; astratta + rumore, 1913-14), De Chirico, Miró, Kandinsky, Klee, Mondrian (Estate, duna in Zelanda, 1910 ca), Ernst (Il bacio, 1927), Dalí, Tanguy, Calder, Giacometti, Dubuffet, Rauschenberg, Pollock, Rothko, Lichtenstein e Warhol.

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