Mostre di arte moderna e contemporanea

La danza delle avanguardie

17 dicembre 2005 - 8 maggio 2006

MART - Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
Corso Bettini 43, Rovereto (Tn)
Tel. 0464-438887
Orari: 10-18, ven 10-21

Dipingere un quadro è abbastanza simile a mettere in scena qualcosa. Ci vuole fantasia e senso della composizione. Forse è per questo che il mondo della danza e il teatro hanno sempre affascinato gli artisti.
Non fanno eccezione alla regola quelli dell'800 e del '900, che sono l'oggetto di questa mostra al MART.

Il percorso espositivo comincia con Edgar Degas ed Henri de Toulouse-Lautrec, che, sul finire dell'800, realizzano immagini straordinarie del mondo dello spettacolo: scene di danza, di canto, ma anche di vita dietro le quinte o tra il pubblico.
Il coinvolgimento di Degas è quello di un semplice osservatore, affascinato dal movimento, quello di Toulouse-Lautrec è molto più forte dato che spesso viene incaricato della creazione dei manifesti pubblicitari di locali e spettacoli.

Nel '900 gli artisti smettono di guardare il teatro dal di fuori e salgono sul palcoscenico occupandosi di scenografie e costumi. Danza e arte si influenzano vicendevolente dando vita a manifestazioni di grande bellezza, dove prendono forma le ricerche delle avanguardie.

Il primo che favorisce l'incontro tra queste due discipline è Sergej Diaghilev, l'impresario dei celebri "Balletti russi", che porta a Parigi gli artisti del suo Paese e, tra il 1909 e il 1929, coinvolge nella realizzazione dei suoi spettacoli (Le Chant du Rossignol, Parade) i più grandi autori dell'epoca, da Henri Matisse a Pablo Picasso, da Natalia Gontcharova a Mikhail Larionov. Per lui lavorano anche i futuristi Balla, Prampolini e Depero. Coinvolgere tutti questi personaggi non è certo un problema. Tutti, infatti, vogliono collaborare ai suoi progetti.

Uno dei rivali di Diaghilev è Rolf de Maré, direttore dei "Balletti svedesi", attivi a Parigi tra il 1920 e il 1925. Con lui lavorano Giorgio de Chirico, Fernand Léger (La creation du monde), Francis Picabia, René Clair.

L'incontro tra danza, teatro e avanguardie artistiche, non è una caratteristica peculiare della scena parigina. Lo stesso capita in Russia, dove gli artisti (El Lissitsky, Popova, Malevich, Rodcenko) sperimentano le loro ricerche in ambito teatrale con risultati decisamente interessanti.
Anche in America la danza diventa fattore di ispirazione per disegnatori, fotografi e scultori. Del resto ci sono ballerine straordinarie, come Isadora Duncan e Loïe Fuller, e, più tardi, Martha Graham, che, negli anni '40, trova nelle sculture di Isamu Noguchi le scenografie ideali per i suoi spettacoli.

Il legame tra mondo dello spettacolo e ricerca artistica continua per tutto il resto del '900 e ancora oggi. Tra i sodalizi più riusciti si possono ricordare quelli nati tra Joan Miró, Serge Lifar e Léonide Massine, tra Robert Rauschenberg e Merce Cunningham, tra Sol LeWitt e Lucinda Childs, tra Keith Haring e Bill T. Jones, tra David Salle, Jeff Koons e Karole Armitage.
Altri artisti recentemente coinvolti in scenografie teatrali sono Giulio Paolini, Grazia Toderi, Amish Kapoor, Anselm Kiefer e Jan Fabre, che è anche coreografo e regista delle proprie performance.

La rassegna allestita al MART è curata da Gabriella Belli in collaborazione con Elisa Guzzo Vaccarino. La mostra offre al pubblico più di 700 opere - tele, sculture, abiti, oggetti di scena, scenografie, disegni e foto - che raccontano il magico connubio tra danza e arte. Un percorso che comincia con le opere di Degas e attraversa tutto il '900.

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