Mostre di arte moderna e contemporanea

51. Esposizione Internazionale d'Arte
della Biennale di Venezia

12 giugno - 6 novembre 2005

Giardini di Castello, Arsenale, spazi vari in città
Info. 041-5218828
Orari: 10-18, chiuso: lunedì ai Giardini, martedì all'Arsenale

Il prossimo giugno aprirà a Venezia la 51 edizione della Biennale. Anche questa volta, manco a farlo apposta, fioccano le polemiche. Il punto dolente è sempre quello, la mancanza di un padiglione o altro spazio idoneo dove esporre gli artisti italiani.
Solitamente ci si lamenta e basta. Quest'anno, anche se un po' in ritardo, qualcuno ha cercato di attivarsi e fare qualcosa.
Giancarlo Politi di "Flash Art" ha lanciato un appello per trovare uno spazio low cost dove allestire un "Padiglione Italia Out of Biennale", la Fondazione Stelline di Milano e altre associazioni di artisti, collezionisti e galleristi (Artegiovane, Viafarini, Acacia, ANGAMC), hanno aperto una sottoscrizione per sensibilizzare al problema gli organi competenti.
I tempi sono molto stretti e forse non si potrà realizzare nulla, ma l'importante è aver preso coscienza che si può fare qualcosa anche nell'inerzia delle istituzioni.

Le polemiche non hanno risparmiato neppure i curatori, tanto più che per la prima volta nella storia della Biennale sono due donne: María de Corral e Rosa Martínez. Le hanno accusate di incompetenza, di scarsa attenzione per gli artisti italiani, di voler fare una "manifestazione al femminile".
Le critiche, come spesso accade, sono parole gettate al vento e prive di fondamento. María de Corral e Rosa Martínez hanno, infatti, un curriculum professionale di tutto rispetto e una notevole esperienza in manifestazioni internazionali di questo genere. Ci sono quindi le premesse per un progetto interessante, che si potrà criticare, se sarà il caso, soltanto dopo l'attuazione.

Tornando ai fatti, la Biennale del 2005 promette bene. Può, infatti, vantare un vero e proprio record di partecipazioni: 73 Paesi che hanno chiesto di intervenire a questa storica manifestazione. 31 di loro esporranno ai Giardini della Biennale, 42 in altre sedi sparse per tutta la città.
Molti anche gli eventi (mostre, convegni, workshop) che da giugno a novembre animeranno diversi spazi di Venezia e della Laguna coinvolgendo perfino Mestre e Marghera.
Una decina di installazioni saranno posizionate nelle aree espositive esterne e in giro per la città. Nel bacino di fronte all'ingresso dei Giardini, per esempio, sarà allestita una gigantesca opera di Fabrizio Plessi. Intitolata Mare verticale (2000), simboleggia la creazione artistica che, da sempre, si spinge oltre i confini della percezione comune e illumina il cammino di chi ha il coraggio di procedere verso l'ignoto.

La Biennale si focalizza intorno a due mostre internazionali complementari, firmate da María de Corral e Rosa Martínez per i Giardini e gli spazi dell'Arsenale.
L'idea che anima i due progetti è quella di proporre una lettura dell'arte contemporanea internazionale a partire dagli anni '70 a oggi con lo sguardo rivolto al futuro.

María de Corral, che ha al suo attivo la direzione del Settore Arti Visive della Fundación La Caixa (1981-1991) e del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía (1991-1994), ha già lavorato a Venezia nel 1988, quando ha curato il progetto del Padiglione spagnolo per la Biennale.

Per il Padiglione Italia ai Giardini ha preparato la mostra L'esperienza dell'arte.

La sua proposta si basa sul fatto che l'arte non è mai estranea alla vita. Non importa se oggi gli artisti non si identificano più in uno stile dominante e seguono necessità formali proprie costruendo mondi estetici personali, nuove realtà. Anche quando realizzano opere poetiche e visionarie, o usano linguaggi insoliti, danno, infatti, voce ai temi e alle inquietudini che affliggono la società contemporanea e ognuno di noi. Parlano di nostalgia, perdita, memoria, morte, dissoluzione e frammentazione del corpo, potere e violenza, politica. Le loro opere sono "esperienze in atto". Non devono essere viste superficialmente, come semplici oggetti estetici. Devono coinvolgerci, diventare spunti per riflessioni, relazioni e scambi di idee su temi che appartengono al nostro tempo e alla nostra vita.
Per favorire questo scambio, la mostra non segue un percorso cronologico e lineare, ma vive di rimandi, suggestioni, provocazioni. Diventa campo di sperimentazione dove lo spettatore rinnova la sua capacità d'immaginazione e il suo senso critico lasciando aperto il canale delle emozioni.

Ai Giardini, dove si trova la maggior parte dei padiglioni nazionali, si trova anche il Padiglione Venezia, che accoglie i finalisti del Premio per la giovane arte italiana, indetto dalla DARC (Direzione per l'Architettura e l'Arte Contemporanee) per accrescere la collezione del MAXXI, il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma. Gli artisti selezionati sono Carolina Raquel Antich, Manfredi Beninati, Loris Cecchini e Lara Favaretto. Il nome del vincitore sarà reso pubblico nella cerimonia di assegnazione dei 4 Leoni d'Oro della Biennale.

Rosa Martínez, critica d'arte e curatrice indipendente, è stata direttore artistico delle Biennali di Barcellona (1988-1992), Istambul (1997) e Santa Fe (1999), co-curatrice di Manifesta 1 (1996) e curatrice dei saloni internazionali di Arco a Madrid (1998-2002). Anche lei è già stata a Venezia, dove ha curato il Padiglione spagnolo per la Biennale del 2003.

Per gli spazi dell'Arsenale ha preparato la mostra Sempre un po' più lontano

Il titolo dell'esposizione trae spunto da uno dei libri che lo scrittore veneto Hugo Pratt ha dedicato a Corto Maltese, il viaggiatore romantico per eccellenza, colui che è disposto a correre qualsiasi rischio per seguire il proprio destino.
Scegliere come fonte di ispirazione un personaggio di finzione "è un modo per affermare che l'arte è una costruzione dell'immaginario e che le fantasie ci aiutano a capire meglio la realtà". Un'idea che fatica a trovare posto in un mondo così razionale come il nostro, ma si ricollega alla parte più intima di noi che vorrebbe dare un calcio al rigore e vivere di passioni perché in fondo sono questi i nostri sentimenti più autentici e immediati, le vere molle del cambiamento.
Gli artisti, i creativi, gli spiriti ribelli, gli audaci sono sempre stati contrari all'ordine prestabilito, alla tradizione e hanno aperto la strada a tutte le trasformazioni linguistiche, sociali e ideologiche. Hanno sempre cercato di scoprire nuovi territori e creare nuove possibilità di pensiero.
Intuire cosa sta succedendo, cosa ha valore, oggi è sempre più difficile data la quantità di idee, messaggi, prodotti che circolano e ci condizionano. Si rischia di perdere il senso, il significato di ciò che ci sta attorno o ci sta capitando. Occorre fermarsi e riflettere, fare il punto della situazione. Capire ciò che è davvero importante.
Diminuire il frastuono, interpretare i segnali, riproporli correttamente è quanto si propone Rosa Martínez con questa mostra. L'arte, infatti, offre grandi opportunità a chi voglia imbarcarsi in un viaggio di scoperta.
Come dice Deleuze rifacendosi a Proust: "Il vero sognatore è quello che esce con l'intenzione di verificare qualcosa". Uno che non ha certezze, ma ha voglia di mettere in gioco se stesso e il mondo.
Gli artisti che partecipano alla mostra appartengono a diversi contesti geopolitici e culturali. A loro spetta svelarci le zone d'ombra e di luce della quotidianità dando nuovo slancio al pensiero.

In dicembre, a manifestazione conclusa, si terrà un simposio per discutere sul sistema dell'arte contemporanea, sull'influenza del mercato, sul significato delle Biennali. Curato da Robert Storr, direttore della prossima edizione della Biennale, sarà aperto ai principali attori del mondo dell'arte.

Per ulteriori informazioni sulla Biennale e gli eventi correlati, si può consultare il sito Internet della manifestazione.

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