Mostre di arte moderna e contemporanea

Henri Rousseau: Jungles in Paris

4 novembre 2005 - 5 febbraio 2006

Tate Modern
Bankside, London SE1 9TG
Orari: dom-gio 10-18, ven-sab 10-22. Ultimo ingresso 17:15 (ven-sab 21:15)

Henri Rousseau, "Il doganiere", inizia a dipingere piuttosto tardi. Ha ormai 40 anni quando ottiene il permesso di copiare le opere degli artisti esposti al Louvre e decide di dedicarsi seriamente all'arte. La sua formazione si compie così, da autodidatta, osservando i lavori dei pittori presenti nelle collezioni del più importante museo francese, che non si può certo definire un museo d'avanguardia. Non è il primo a farlo e non sarà neppure l'ultimo. La sua grandezza è quella di aver saputo sganciarsi da questi riferimenti per dar vita a qualcosa di nuovo e, per l'epoca, assolutamente inedito. Grazie a un talento compositivo e coloristico innnato e alla fascinazione per l'ingenuo e il primitivo ha realizzato, infatti, alcuni dei più straordinari dipinti della storia dell'arte moderna.

Rousseau trae i suoi soggetti dalla vita reale e dalla fantasia, dal mondo che lo circonda (la città di Parigi, i sobborghi, i giardini pubblici) e anche da libri e riviste. Ha lo sguardo e lo stupore di un bambino e sa cogliere in ciò che vede lo strano e il meraviglioso. Ogni soggetto può essere lo spunto per uno schizzo o un dipinto. E il risultato non è mai banale.
All'inizio guarda vicino a sé e dipinge paesaggi, nature morte, ritratti di passanti e pescatori, immagini semplici e un po' infantili, che ne fanno il caposcuola della pittura naïf. Poi, nel 1891, ormai padrone della tecnica, realizza il primo di una lunga serie di dipinti ambientati in giungle rigogliose e irreali, Tiger in a Tropical Storm (Surprised!), un capolavoro che è presente in mostra ed è di proprietà della National Gallery.
A sollecitare la sua fantasia sono le numerose visite allo zoo e all'orto botanico, dove ha modo di osservare specie esotiche e poco conosciute, e le molte immagini che trova su libri e riviste. Quello che crea in questi anni, e tutto ciò che farà in seguito, ha comunque poco a che vedere con la realtà. Dal suo pennello prendono vita, infatti, mondi visionari e incantati, popolati da leoni, tigri, giaguari, antilopi, scimmie, fenicotteri e piante sconosciute, che Rousseau raffigura nei minimi dettagli e con dovizia di particolari come se fossero vere. Talvolta compaiono anche delle donne, figure misteriose, che non sembrano far parte di questo universo, per molti versi minaccioso. La lotta per la sopravvivenza non le riguarda e non mostrano nessuna paura. Appartengono probabilmente all'inconscio del pittore che, dopo aver viaggiato con la fantasia e dentro di sé, cerca di dare concretezza alle sue visioni riportandole sulla tela.

Poco apprezzato dalla critica e dal pubblico, Rousseau non si fa scoraggiare e continua per la sua strada. Si considera, infatti, uno dei più grandi pittori del suo tempo. Lo conforta l'apprezzamento di alcuni giovani pittori, i neoimpressionisti, Gauguin e Picasso, che si riconoscono nel suo modo primitivo di dipingere, ingenuo e sognante, e amano perdersi nei suoi mondi fantastici e immaginari. Anche loro, infatti, sentono la necessità di allontanarsi dalla civiltà borghese e ritornare alle origini, a un modo di vivere più vero e meno alienante, dove tutto è regolato dalle leggi di natura.
Le sue opere, e soprattutto quelle enigmatiche degli ultimi anni, sono molto apprezzate anche dai surrealisti, che vedono in lui e nelle sue visioni oniriche un precursore.

La mostra allestita alla Tate offre al pubblico la possibilità di vedere 50 opere dell'artista francese, molte delle quali rappresentano per la Gran Bretagna una vera novità. Del resto, erano almeno 80 anni che Londra non gli dedicava una retrospettiva.
Ai lavori di Rousseau sono affiancati quelli di altri artisti, più o meno famosi, che si sono interessati agli stessi temi: dipinti allegorici, vedute di Parigi, autoritratti. Molti anche i documenti che consentono di capire come si viveva allora nella capitale francese e come "Il doganiere" affrontava il suo lavoro.

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