Mostre di arte moderna e contemporanea

Vienne 1900. Klimt, Schiele, Moser, Kokoschka

6 ottobre 2005 - 23 gennaio 2006

Galeries Nationales du Grand Palais
3 Avenue du Général Eisenhower, 75008 Paris
Orari: 10-20, mer 10-22, martedì chiuso

Le Galeries Nationales du Grand Palais, riaperte al pubblico il 17 settembre in concomitanza con la Giornata Europea della Cultura, offrono ai visitatori una mostra eccezionale, dedicata ai principali artisti viennesi di inizio '900: Gustav Klimt (1862-1918), Egon Schiele (1890-1918), Oskar Kokoschka (1886-1980) e Koloman (Kolo) Moser (1868-1918).

A cavallo tra '800 e '900, Vienna, splendida capitale dell'Impero Austro Ungarico, è un centro culturale attivo e cosmopolita. Qui lavorano Sigmund Freud, Robert Musil, Gustav Mahler, Arnold Schönberg, Otto Wagner, Joseph Olbrich, Josef Hoffmann e tanti altri. Ma l'età dell'oro è prossima alla fine e questi sono gli ultimi bagliori prima del declino, che sarà sancito dalla prima guerra mondiale.
È in questo clima che, nel 1897, matura la nascita della Secessione viennese. Klimt, all'epoca già noto, è uno dei promotori del rinnovamento e viene eletto presidente dell'associazione.
Opponendosi allo stile accademico ancora legato ad artifici retorici e vecchi schemi, i secessionisti propugnano l'adesione a nuovi modelli di pittura, più aperti allo spirito dei tempi, e la comunanza tra tutte le arti. I maggiori risultati si hanno nell'interazione tra architettura, pittura, decorazione e arti applicate. Ma anche nella produzione grafica. I fondi si appiattiscono, le figure si fanno più stilizzate, gli elementi decorativi e floreali si sprecano, e così pure simboli e allegorie, ma i lavori che ne derivano sono caratterizzati da grande eleganza e raffinatezza e rispecchiano il gusto Art Nouveau diffuso in Europa.

Klimt, che è uno degli artisti più richiesti, incarna pienamente lo spirito del tempo, un mondo sull'orlo del baratro, che cerca di nascondere le sue paure vivendo in modo edonistico e raffinato.
Nelle sue opere, sensuali e malinconiche, la minaccia e la morte sembrano sempre in agguato, sembrano presagire la decadenza e la fine della cultura viennese. Il suo lavoro sarà un punto di riferimento importante per gli altri 3 artisti in mostra e, soprattutto, per Schiele e Kokoschka, che porteranno alle estreme conseguenze la sua lezione adottando un segno spigoloso, lacerante, senza speranza. Un intervento drastico, che segna il passaggio dal Simbolismo all'Espressionismo, di cui sarà protagonista Kokoschka, l'unico sopravvissuto al 1918.

La mostra allestita alle Galeries Nationales du Grand Palais presenta al pubblico dipinti e opere su carta.
Il percorso espositivo è strutturato attorno ai tre grandi generi pittorici tradizionali - allegoria e pittura di storia, paesaggio e ritratto - in cui questi artisti hanno portato elementi di novità.
Punto focale dell'esposizione è l'esperienza della Secessione Viennese, che ha contribuito allo svecchiamento della cultura locale.

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