Mostre di arte moderna e contemporanea

Big Bang, Destruction et création dans l'art du 20e siècle

15 giugno 2005 - 3 aprile 2006

Musée National d'Art Moderne
Centre Georges Pompidou
19 Rue Beaubourg/Place Georges Pompidou, 75004 Paris
Orari: 11-21, martedì chiuso

Il XX secolo dà il via a un cambiamento radicale nel modo di fare e pensare l'arte. Un vero e proprio "Big bang".
Rigettati i valori prestabiliti, i dettami accademici, gli artisti rivendicano la più ampia libertà di espressione e l'arte diventa un campo di sperimentazione senza precedenti. La prima a subirne le conseguenze è la "rappresentazione" della realtà, la fedeltà al dato naturale.

Nietzsche e Freud restituiscono l'uomo a se stesso, alla sua finitezza. Con le loro intuizioni cambiano il modo di guardare le cose, di guardarsi dentro e la realtà smette di essere oggettiva. Tutto diventa relativo, anche l'arte, e nascono nuovi movimenti come il cubismo, l'espressionismo, il dadaismo, l'astrazione. Nuovi modi di vedere e rappresentare la realtà. Ciò che conta non è più soltanto ciò che si vede, ma anche ciò che si sente, la percezione del mondo.

Il Centre Pompidou mette in mostra questa trasformazione del mondo, della società e dell'arte attraverso un percorso tematico e interdisciplinare che prende in considerazione pittura, scultura, fotografia, cinema, video, architettura, design, letteratura. Le opere, che fanno parte delle sue collezioni, sono suddivise in 8 sezioni tematiche, dedicate rispettivamente a: Distruzione, Costruzione/Decostruzione, Arcaismo, Sesso, Guerra, Sovversione, Melanconia e Incantamento.

La distruzione si ricollega alla voglia di ripartire da zero e fare tabula rasa di tutte le regole del passato. Cambiano i soggetti dell'arte, la prospettiva, la disposizione delle figure, i colori, le forme. La rivoluzione è radicale e ha ambizioni antropologiche e sociali.
Il primo a travolgere tutto è il cubismo. Picasso scopre un nuovo modo di intendere lo spazio e manifestare i sentimenti. Arriva a un passo dall'astrazione e, coi "papiers collés", anticipa le soluzioni di Duchamp e dell'arte concettuale. Le sue ricerche, come quelle degli espressionisti e di molti altri artisti del '900, hanno un debito molto forte verso il primitivismo (arte arcaica, scultura africana, tradizioni popolari, espressioni artistiche ingenue e infantili). Gli esiti sono diversi, ma ciò che li accomuna è la spinta: la voglia di ritornare alle origini, alla purezza, di lasciarsi dietro alle spalle un mondo corrotto e infelice.

La ricerca delle pulsioni primigenie si riconnette anche alle analisi freudiane. L'accento che la psicoanalisi pone sui desideri del corpo e sulla sessualità ha ovvie ripercussioni sulla vita e sull'arte. L'amore, il sesso, la disperazione e il dolore che quasi sempre li accompagnano, diventano una fonte di ispirazione costante per gli artisti e sono spesso accostati alla morte. Un tema che non è certo nuovo, ma che si carica di nuovi significati. Di morti, infatti, il '900 ne ha visti tanti, complici due guerre mondiali.
L'arte non è stata a guardare. Ha sofferto per e con l'uomo. Ma anche in questo caso non ha risposto in modo univoco. Da un lato ha manifestato il suo impegno, dall'altra ha scelto la forma dell'oblio cercando rifugio in mondi fantastici e nel sogno. Talvolta ha preso anche la via dell'ironia, della parodia, della provocazione irriverente e grottesca. Un'arma sovversiva di forte valore politico.
Gli animi più sensibili hanno preferito mostrare la loro melanconia, che è ricerca metafisica di un ideale, di quel sublime che sembra ormai negato. Guidati dalla nostalgia, hanno manifestato la loro ansia e disperazione senza preferenza di forme optando per l'astratto o il figurativo in base all'inclinazione personale.

Il '900, secolo di scoperte e disillusioni, sembra aver rubato all'uomo l'anima. La ricerca del sacro, del meraviglioso, di qualcosa che dia un senso alla vita è comunque un sentimento diffuso, a cui l'arte cerca di rispondere con le proprie armi. Lo spirituale prende nuove forme o le abbandona del tutto, si fa immateriale. L'arte oggi è anche questo, puro concetto, semplice incantamento. E le vie sono, come sempre, quelle del cuore e della ragione.

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