Mostre di arte moderna e contemporanea

Robert Rauschenberg

29 febbraio - 6 giugno 2004

Palazzo dei Diamanti
Corso Ercole I d'Este 21, Ferrara
Tel. 0532-209988
Orari: 9-19

La mostra allestita al Palazzo dei Diamanti di Ferrara rappresenta la prima grande retrospettiva italiana dedicata a Robert Rauschenberg, uno dei principali artisti americani del dopoguerra, vincitore del Premio per la Pittura alla Biennale veneziana del 1964.

Di questo artista innovatore, che ha sperimentato diverse tecniche e si è messo in gioco in prima persona realizzando alcuni tra i primi "happenings" della storia, sono esposte 80 opere, rappresentative di tutta la sua produzione artistica, dai dipinti monocromi creati all'inizio degli anni '50 (White Paintings; Black Paintings) alle ultime opere realizzate a Captiva, l'isola della Florida dove si è trasferito a partire dagli anni' 70 e dove vive ancora oggi. Ampio risalto viene dato, ovviamente, alle opere "new dada" degli anni '50, che lo hanno reso celebre e hanno aperto la strada alla Pop Art.

Formatosi nel periodo di punta dell'espressionismo astratto, Rauschenberg cerca di reagire all'esasperazione gestuale e al soggettivismo imperante, seguendo il rigore e le lezioni di Josef Albers, che insegna al Black Mountain College, nel North Carolina. Ciò che più conta in quegli anni è però l'incontro con John Cage, perché dal loro connubio artistico prenderanno il via i primi happening (Theatre Piece #1, 1952).

Il viaggio in Italia e l'incontro con Burri imprimono un'altra svolta al suo lavoro. Le "Scatole personali" lasciano il posto ai "Combine-paintings". Nelle sue opere compaiono oggetti della vita quotidiana tenuti assieme da una pittura che è ancora quella materica dell'Action Painting, ma risponde a diverse motivazioni. L'artista non è più ripiegato su se stesso, ma si apre al mondo. Talvolta l'opera esce addirittura dal quadro invitando lo spettatore a farne parte, in una sorta di "environment" o pittura-ambiente. Questa attenzione per gli oggetti di tutti i giorni ne fa un precursore della Pop Art anche se il fatto che si tratti di cose usate, "vissute", cariche di significati affettivi, lo avvicina di più a Schwitters e ai dadaisti.

Dall'inserzione di oggetti all'inserzione di immagini il passo è breve. Per realizzare i suoi "collages", Rauschenberg adotta il procedimento serigrafico, già utilizzato da Warhol. Le immagini sono tratte dai giornali e documentano e denunciano i fatti del suo tempo, dalla guerra in Vietnam allo sbarco sulla luna, senza dimenticare i problemi razziali. Qualcosa cambia negli anni '80 quando l'artista comincia a inserire nelle sue opere immagini tratte dal suo archivio fotografico e rielaborate al computer (Arcadian Retreats 1996; Scenarios).

Nell'evoluzione della sua poetica rivestono grande importanza anche i viaggi, cui Rauschenberg si dedica a partire dalla metà degli anni '70. Visita la Cina, il Giappone, la Thailandia, lo Sri Lanka, il Cile, il Texas. Osservatore attento e curioso, si fa suggestionare dalle altre culture e introduce nelle sue opere nuovi elementi e nuove tecniche, tra cui la fusione dei metalli (Nightshades; Nightshift).

L'esposizione si conclude coi lavori più recenti, tra cui Catydid Express, realizzato appositamente per questa mostra, e A Quake in Paradise, un labirinto di immagini che lo spettatore può interpretare a piacere muovendosi all'interno dei 29 pannelli che ne costituiscono la struttura.

La mostra è curata da Susan Davidson e David White.

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