Mostre di arte moderna e contemporanea

Carol Rama

8 marzo - 15 giugno 2004

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Via Modane 16, Torino
Tel. 011-19831600
Orari: 12-20, gio 12-23, lunedì chiuso

In questo anno, che la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo dedica alle donne, non poteva certo mancare una mostra su Carol Rama (Olga Carolina Rama), l'artista torinese che ha ottenuto il Leone d'Oro alla Carriera alla 50ª Biennale veneziana, quella del 2003.

Provocatoria e trasgressiva come la sua pittura, Carol Rama, non è molto conosciuta al grande pubblico. Ha sempre preferito seguire strade poco battute e solitarie piuttosto che scendere a compromessi con la sua vocazione artistica. Una vocazione che nasce come risposta all'angosciosa e tragica realtà della sua giovinezza, segnata dalla morte per suicidio del padre e dalla malattia della madre.

Nata a Torino nel 1917, Carol Rama inizia a dipingere negli anni '30 per esorcizzare le sue sofferenze, per dare sfogo alla sua rabbia. Non segue nessuna scuola anche se frequenta per poco tempo l'atelier di Casorati. I soggetti delle sue opere sono persone e cose che la circondano, che la colpiscono. Ma il suo occhio vede e osserva soprattutto gli orrori della vita, ciò che gli altri preferiscono dimenticare: dentiere, protesi, calzature ortopediche, il mondo dei pazzi e degli ospedali (Nonna Carolina, 1936).
Intorno agli anni '40 l'erotismo e la trasgressione diventano temi ricorrenti e ossessivi delle sue opere. Incubi e visioni, racconti e ricordi, desideri negati e vissuti, diventano tutt'uno. La sua ribellione esistenziale e artistica si esprime in scene di sessualità sguaiata ed eversiva, cui non sembra estraneo l'esempio di Schiele, ma che sono troppo in anticipo sui tempi per essere capite e apprezzate (Appassionata - Marta e i marchettoni, 1939; Masturbazione, 1944). E infatti, nel 1943, una sua personale torinese viene chiusa prima dell'inaugurazione e i suoi disegni vengono confiscati perché contrari alla morale.

Nel dopoguerra, Carol Rama si avvicina al Gruppo del MAC (Movimento Arte Concreta). Lo fa per cercare di mettere ordine nella sua vita e nella sua opera. Ma conserva nel suo astrattismo una matrice organica e biomorfa e una forte tensione emotiva.
Negli anni '60 e '70 si appassiona all'uso di materiali estranei alla tradizione pittorica. Inserisce nei suoi "Bricolage" occhi in vetro e maiolica, unghie e artigli animali (Senza titolo, 1966) e trasforma vecchie camere d'aria in elementi organici, come pelle, peni o budella.
A partire dagli anni '80 sembra ripercorrere la strada iniziata negli anni '40. Ritornano i soggetti erotici e ritornano anche i ritratti di amici e conoscenti. Stregata dalla "mucca pazza" e dai suoi gesti licenziosi e grotteschi, dedica una serie di disegni e dipinti anche a lei. Ma il suo ultimo omaggio (almeno per ora) è per Duchamp (Tonsure - Omaggio a Duchamp, 2002), il padre del dadaismo, in cui riconosce l'unico e vero maestro della sua pittura.

La mostra è curata da Guido Curto e Giorgio Verzotti in collaborazione con il MART di Rovereto, dove la rassegna verrà presentata in settembre.
Le opere di Carol Rama, dipinti, acquerelli, tecniche miste, incisioni e acqueforti, sono affiancate da una serie di video e di fotografie che la ritraggono insieme a importanti personaggi della cultura e dell'arte. Completano l'offerta della Fondazione incontri culturali e laboratori didattici.

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