Mostre di arte moderna e contemporanea

Kandinsky e l'anima russa

16 ottobre 2004 - 30 gennaio 2005

Palazzo Forti - Galleria d'Arte Moderna
Vicolo Due Mori, 4 (C.so Sant'Anastasia), Verona
Tel. 045-8001903
Orari: 9-19, lunedì chiuso

La mostra aperta a Palazzo Forti è davvero particolare, unica, perché offre l'opportunità di vedere opere mai uscite prima dalla Russia. Opere che fanno parte della collezione del Museo di Stato di San Pietroburgo e che rappresentano la concreta testimonianza della profondità dell'anima di un popolo, di un Paese. Per molti aspetti ancora sconosciuti.

Il percorso espositivo ruota, emblematicamente, attorno alla figura di Wassily Kandinsky, che, per la prima volta, non viene considerato come uno dei grandi protagonisti dell'arte occidentale del XX secolo, ma, come uno dei principali artisti russi dell'epoca. Il suo stato d'animo è, infatti, strettamente legato alle sue radici, a quel territorio natale, che ha determinato la sua sensibilità e il suo percorso creativo.
In Russia, infatti, e lui non fa eccezione, l'arte non nasce quasi mai da riflessioni estetiche o linguistiche, ma da impulsi spirituali.
Quello che fa la differenza è l'aspetto religioso. Un misticismo molto forte che, a partire dalla seconda metà dell'800, segna profondamente ogni settore della vita culturale del Paese.

In Russia l'arte è una forma di fede, una missione, una responsabilità, ed esiste sempre un forte legame con la componente fantastica e visionaria della grande tradizione popolare.
Come sottolinea Giorgio Cortenova, promotore di questa rassegna, "non si dipinge la Russia se non si ha fede nella Russia", nella sua santità. Se non si crede nel popolo, protagonista e vittima di molti drammi. Simbolo di sofferenza e tradizione.
L'anima russa è proprio questo: fedeltà alla propria Terra e al popolo, entrambi umili, entrambi santi.

La mostra, che ha un taglio cronologico, ma si sviluppa attorno ai grandi temi del popolo, dell'acqua, della madre terra, della fede, della memoria, propone alcune fra le opere più significative della storia dell'arte russa dall'800 a oggi. Dai pittori ambulanti, artisti per missione, impegnati sul fronte politico e umano, che raccontano la Russia aspra e crudele di Gogol e Dostoevsky, gioie e miserie di contadini e pescatori, la magia di una terra sconfinata, aperta sull'infinito, ai simbolisti, che danno voce ai miti e alle leggende, al misticismo del popolo russo, aprendo pian piano all'astrazione. Dalle sperimentazioni linguistiche delle avanguardie (Kandinsky, Macchia nera, 1912; Malevich, Suprematismo, 1915; Goncharova), alle opere fiabesche di Chagall (Passeggiata (1917-18). Dal realismo sovietico, ancora legato all'"anima russa", alle opere strettamente contemporanee, decisamente più vicine alla mentalità occidentale anche se, negli ultimi anni, c'è stata una riscoperta della tradizione.

La rassegna è curata da Giorgio Cortenova, direttore della Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Forti, in collaborazione con Evgenia Petrova, vice-direttrice del Museo di Stato Russo.

Per avere un assaggio della mostra, si può consultare il sito www.animarussa.it, realizzato da Tube.

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