Mostre di arte moderna e contemporanea

Action Painting. Arte americana 1940-1970:
dal disegno all'opera

20 novembre 2004 - 27 febbraio 2005

Foro Boario
Via Bono da Nonantola, Modena
Info. 059-239888
Orari: 10-19, lunedì chiuso

Continua con successo la collaborazione tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Il risultato è, come sempre, una grande mostra.
Stavolta è di scena l'Action Painting, il primo importante movimento artistico americano, che si sviluppa negli anni '40 e prosegue con fasi alterne fino alla fine degli anni '60. È allora, infatti, che la sua prorompente forza gestuale, la sua urgenza espressiva, già "minata" all'interno da atteggiamenti di tipo riflessivo, viene soppiantata dalla Pop Art e da ricerche più "fredde", minimal e concettuali.

Il termine "Action Painting" non nasce subito. E gli artisti che danno vita a questa pittura di tipo informale, definita anche Espressionismo astratto, non costituiscono affatto una scuola vera e propria, anche se molti di loro hanno fatto parte del "Gruppo degli irascibili", o di quella che viene definita, per questioni geografiche, Scuola di New York. La loro formazione è diversa e così pure la loro personalità. Ciò che li accomuna è un momento storico particolare, un clima culturale. Si può dire, infatti, che siano il frutto di due catastrofi: la depressione economica e la seconda guerra mondiale. La prima ha contribuito, attraverso il Piano Artistico Federale, alla loro formazione, al loro sostentamento, alla diffusione delle loro opere; la seconda, portando in America artisti europei di grande rilevanza, li ha fatti crescere favorendo l'evoluzione del loro stile.
Nella fase iniziale, questi artisti si fanno suggestionare dai colori e dallo spiritualismo di Kandinsky, dall'espressionismo nordico, da Picasso e dal surrealismo. Si rifanno ai miti autoctoni, alle pulsioni inconsce, ai grandi archetipi collettivi. Producono opere ricche di contenuti emotivi e psicologici. In seguito, rinnegano ogni condizionamento, aprono alle grandi dimensioni e inventano nuovi modi di stendere il colore. Realizzano opere astratte, lontane da ogni rigore geometrico e per nulla tradizionali, che costituiscono una vera e propria "dichiarazione di indipendenza" nei confronti del Vecchio Mondo.

Il termine "Action Painting" compare solo nel 1952. Lo inventa il critico Harold Rosenberg. La sua intenzione è quella di mettere in risalto l'importanza della pittura come atto fisico, come azione. Ma anche l'idea della tela come evento, spazio da agire. Una definizione che può andare bene quando il pittore dipinge in modo irruente e frenetico, ma che sembra meno pertinente quando il suo atteggiamento è più riflessivo o contemplativo. Negli stessi anni in cui si sviluppa la Pittura d'azione si fa strada, infatti, all'interno dell'Espressionismo astratto, una seconda tendenza, più austera e meditativa. Un modo di operare che, con le dovute differenze, accomuna Mark Rothko, Barnett Newman, Ad Reinhardt. Per questa seconda anima dell'Espressionismo astratto, che prelude alle successive ricerche minimal e concettuali, nel 1962, Clement Greenberg conierà un nome nuovo: Color-field Painting (Pittura dei campi di colore).

La mostra ripercorre la storia dell'Action Painting attraverso le opere dei pittori più rappresentativi di questa tendenza, tra cui Hans Hofmann, Arshile Gorky, Jackson Pollock, Franz Kline, Willem de Kooning, Adolph Gottlieb, Robert Motherwell, Mark Tobey, Sam Francis, Conrad Marca-Relli, Mark Rothko, Clyfford Still, Lee Krasner.
Accanto ai dipinti vengono presentate opere su carta, disegni e bozzetti per dare un'idea del processo creativo di questi autori, delle loro fonti di ispirazione, dei loro ripensamenti.
I lavori degli "action painters" sono preceduti da quelli di altri grandi artisti, che sono stati per loro un'importante fonte di ispirazione: Kandinsky (Paesaggio con macchie rosse n. 2, 1913), Klee, Schwitters (Maraak, Variazione I - Merzbild, 1930), Ernst (Coppia zoomorfica, 1933), Mondrian (Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938 / Composizione con rosso 1939, 1938-39), Kupka, Matta e Albers.

La maggior parte delle opere proviene dalla Collezione di Peggy Guggenheim, che fu una grande sostenitrice di questi artisti e, in particolare, di Pollock.

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