Mostre di arte moderna e contemporanea

Il cubismo, rivoluzione e tradizione

3 ottobre 2004 - 9 gennaio 2005

Palazzo dei Diamanti
Corso Ercole I d'Este 21, Ferrara
Tel. 0532-209988
Orari: dom-gio 9-20, ven-sab 9-24, 24, 25, 31 dicembre e 1 gennaio 9-20

Il Palazzo dei Diamanti di Ferrara, che ci ha già dato quest'anno la bella mostra su Robert Rauschenberg, porta avanti il suo programma raccontando lo sviluppo del cubismo, il più celebre movimento del '900, quello che più di ogni altro ha segnato lo sviluppo dell'arte moderna.
Chi siano i principali protagonisti di questa straordinaria avventura artistica è noto a tutti, Picasso e Braque. Ma accanto a loro figurano altri artisti come Léger, Gris, Gleizes, Metzinger, Dufy, Derain, Marcoussis, Herbin, Laurens, Lipchitz, Mondrian, Soffici e Severini, che hanno inventato un loro modo di essere cubisti.

Il termine "cubismo" nasce nel 1908. Il primo a usarlo è il critico Louis Vauxcelles, che lo adotta riferendosi alle forme che Braque dà agli oggetti delle sue opere. L'anno della svolta è però il 1907. Influenzato dalle scelte artistiche di Cézanne, dall'arte iberica e dalla scultura africana, dall'ingenuità espressiva di Henri Rousseau, Picasso dà vita ad alcuni lavori straordinari, tra cui il Nu à la draperie, uno dei molti studi che l'artista realizza in vista della creazione delle Demoiselles d'Avignon. Un quadro rivoluzionario per il modo di trattare lo spazio e le figure.

Il 1907 segna anche l'inizio dell'amicizia tra Picasso e Braque. Un incontro che avrà notevoli ripercussioni sulla storia dell'arte.
Accomunati dall'interesse per Cézanne e per l'arte primitiva, i due artisti diventano inseparabili e, a partire dal 1909, portano avanti insieme le loro ricerche. Il confronto è così serrato che le loro opere arrivano quasi a confondersi. I soggetti sono quasi sempre nature morte e paesaggi raffigurati sotto forma di blocchi geometrici, i "cubi" di Vauxcelles. Il colore è spento, giocato sui toni dell'ocra, del marrone, del grigio.
A questa prima fase del cubismo, conosciuta come "cubismo analitico", subentra, intorno al 1912, il "cubismo sintetico". Il soggetto del quadro diventa sempre più irriconoscibile e compaiono al suo interno parole, scritte, materiali finora estranei al mondo dell'arte: carta di giornale, carta da parati, corda, paglia, legno, caratteri tipografici ecc. Nascono così i "papiers collés" e gli oggetti del quotidiano entrano di diritto nel mondo dell'arte.

Mentre Picasso e Braque, cui si è da poco unito Gris, portano avanti le loro sperimentazioni, il cubismo trova nuovi modi di essere e nuovi protagonisti, che fanno mostra di sé alla Section d'Or del 1912 e mettono su carta le loro teorie, spesso influenzate dal futurismo. Nascono il "cubismo orfico" di Delaunay, il "tubismo" di Léger, il "cubismo dinamico" di Duchamp, il "cubismo astratto" di Picabia.
La fine della prima guerra mondiale porta con sé la crisi delle certezze e la necessità di un ritorno al passato, alla figurazione tradizionale, all'"ordine". Il cubismo viene messo da parte e anche Picasso e Braque decidono di seguire altre vie...

La mostra allestita a Ferrara ci racconta lo sviluppo del cubismo dalla nascita fino ai primi anni '20. Il percorso espositivo segue un andamento cronologico-tematico per far risaltare la portata innovativa di questo movimento, che ha operato una vera e propria rivoluzione partendo dai soggetti tradizionali dell'arte.

Dopo una breve parentesi dedicata alle opere di Braque (Terrazza all'Estaque) e Picasso (Fruttiera con mele e pere) del 1908, quando i due artisti muovevano i primi passi sulla via del cubismo, ecco allora le sezioni dedicate al ritratto (Derain, Autoritratto con pipa; Picasso, Donna con il vaso di mostarda, 1910; Braque, Ragazza con la croce, 1911; Rivera, Ritratto di Ramón Gómez de la Serna, 1915), al paesaggio (Braque, Il vecchio castello, La Roche Guyon, 1909; Gleizes I ponti di Parigi 1912; Mondrian Tableau N. 1, 1913), alla natura morta (Picasso, Chitarra, 1912-13; Laurens, Bottiglia di rhum, 1916-17), alla figura (Picasso Nudo in piedi, 1910; Léger, Nudi nella Foresta, 1909-11; Villon, Soldati in marcia, 1913).
Un'area a parte è riservata ai "papiers collés", una delle più originali invenzioni cubiste, cui diedero importanti contributi Picasso (Bottiglia di Bass, asso di fiori e pipa, 1914), Braque (Mandolino, 1914), Gris (Il pacchetto di caffè, 1914), Soffici (Cocomero e liquori, 1914) e Severini (Natura morta con la rivista "Lacerba", 1913).
Grande attenzione è rivolta anche al mondo del teatro e dello spettacolo, per il quale lavorarono Gleizes, Picasso, Malevich e Léger.
La rassegna si conclude con le opere cubiste realizzate durante e subito dopo la prima guerra mondiale, un periodo di transizione prima del "purismo" e del "ritorno all'ordine". Un momento di passaggio e di ricerca individuale, che trova una rappresentazione simbolica ne La finestra aperta (1921) di Gris, a metà strada tra due mondi, un luminoso paesaggio e una natura morta cubista.

La mostra, organizzata in collaborazione con il Kröller-Müller Museum di Otterlo, è curata da Marilyn McCully.

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