Mostre di arte moderna e contemporanea

Marc Chagall: Un maestro del Novecento

25 marzo - 4 luglio 2004

GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea
Via Magenta 31, Torino
Tel. 011-5629911
Orari: 9-19, gio 9-23, dom 9-20, lunedì chiuso

A 50 anni dalla precedente mostra torinese, allestita a Palazzo Madama sotto le direttive dell'artista, il capoluogo piemontese dedica un'altra grande rassegna a Marc Chagal, una delle figure più singolari del panorama artistico internazionale del '900. Un artista visionario e sensibile, perennemente in bilico tra la sua anima russa ed ebraica e lo spirito del tempo. Ma non fuori dal mondo. Come dimostrano la sua partecipazione alla rivoluzione russa e la profonda consapevolezza degli orrori della guerra e del nazismo.

Il percorso espositivo ripercorre le tracce dell'artista dagli esordi di inizio ’900, quando viveva a Vitebsk e Pietroburgo, fino all'ultimo rifugio sulla Costa Azzurra, a Saint-Paul-de-Vence, dove morì nel 1985.
In mostra 120 opere, tra cui molti capolavori (L'ebreo rosso, 1914-1915; Al di sopra della città, 1914-1918; L'apparizione, 1917-1918; La passeggiata, 1917-1918;Resistenza; Resurrezione; Liberazione; Il cavallo rosso; Il circo su fondo nero) e opere pressoché inedite (Nudo sopra Vitebsk, L’uccello sopra gli innamorati) per offrire al pubblico una lettura completa e innovativa della copiosa produzione artistica di Chagall. Un pittore che si è cimentato con successo anche nell'arte vetraria e musiva, nella grafica e nella ceramica, e che è ricordato soprattutto per le splendide illustrazioni eseguite per Le anime morte di Gogol, le Favole di La Fontaine, la Bibbia.

La mostra allestita alla GAM di Torino può essere considerata una sorta di anteprima della grande retrospettiva che, nel 2005, Mosca e San Pietroburgo dedicheranno a questo grandissimo artista russo. I curatori sono infatti gli stessi: Jean-Michel Foray, direttore dei Musei Nazionali del Sud della Francia, fra cui rientra il Museo Chagall di Nizza, Meret Meyer, nipote di Chagall e responsabile dell’archivio dell'artista, il critico Alan Crump.
Un importante contributo in catalogo si deve a Fabrizio D’Amico.

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