Mostre di arte moderna e contemporanea

Mario Radice. Retrospettiva

30 novembre 2002 - 26 gennaio 2003

Casa del Fascio
Piazza del Popolo, Como
Tel. 031-269393
Orari: 15:30-18, sab e dom 10-12 14-18, lunedì chiuso

Palazzo del Broletto
Piazza del Duomo, Como
Tel. 031-269393
Orari: 10-18, lunedì chiuso

In occasione dell'uscita del Catalogo ragionato di Mario Radice (1898-1987), la città di Como dedica una grande retrospettiva al suo concittadino, uno dei maggiori artisti italiani del '900 e uno dei primi ad aver operato nel campo dell'astrazione di tipo geometrico.

La mostra, ripartita in due sedi, il Salone del Broletto e la Casa del Fascio, presenta circa 80 opere dell'artista, realizzate tra il 1924 e il 1975.
Al Broletto, sono esposte le opere figurative dei primi anni e la successiva produzione astratta.
La Casa del Fascio accoglie i progetti e gli studi che Radice ha condotto prima di realizzare gli affreschi e i rilievi per il palazzo di Terragni (Salone delle Adunate, Sala del Direttorio). Le decorazioni, ormai perdute, sono riproposte attraverso ricostruzioni fotografiche. Conservano importanza storica in quanto sono uno dei pochi esempi italiani di riuscita collaborazione tra pittura astratta e architettura.

Formatosi a Como presso gli istituti d'arte locale, Radice abbandona per un certo periodo la carriera artistica. Decide di studiare veterinaria.
Nel 1922 ha già cambiato idea. Per qualche anno lavora come tecnico specializzato in alcune cartiere di Lecco e Romagnano Sesia, poi decide di mettersi in proprio.
Tra il 1928 e il 1930 si trasferisce in Argentina e lavora presso la Papelera Argentina di Buenos Aires.
Nel 1930 torna a Como deciso a dedicarsi all'arte. Frequenta il pittore Manlio Rho e gli architetti razionalisti Giuseppe Terragni, Pietro Lingeri, Cesare Cattaneo e Alberto Sartoris.
Entrato nell'orbita della Galleria del Milione di Milano, partecipa alla rassegna "Bianco e Nero astratto" (1934) e si avvicina agli astrattisti locali, Reggiani, Ghiringhelli e Fontana. Comincia a confrontarsi con l'arte internazionale d'avanguardia.

Nel 1935-1936 Mario Radice collabora con Cesare Cattaneo alla progettazione della fontana di piazza Camerlata a Como, che sarà realizzata nel 1960. Tra il 1936 e il 1937 esegue le pitture murali per la Casa del Fascio di Terragni.
Si dedica anche all'attività editoriale e si occupa di critica d'arte. Nel 1933 è tra i fondatori della rivista "Quadrante", diretta da Massimo Bontempelli e P.M. Bardi; nel 1938 partecipa alla breve avventura di "Valori primordiali".
Nel 1939 espone alla Quadriennale di Roma e, a partire dal 1940, partecipa più volte alla Biennale di Venezia.
Nel dopoguerra Radice entra a far parte del Movimento Arte Concreta (MAC), fondato da Soldati, Munari, Monnet e Dorfles. Continua a sviluppare la sua poetica astratta, ma, a differenza di altri concretisti della prima ora, mantiene aperto un legame con la pittura figurativa.

Artista originale e di spessore internazionale, Radice ha avuto rapporti con l'ambiente degli astrattisti comaschi e milanesi, ma anche con Kandinsky, Ozenfant, Charles Edouard Jeanneret (Le Corbusier) e coi protagonisti del neoplasticismo olandese. Nonostante questi contatti, ha sempre mantenuto una certa autonomia, visibile sia nella composizione che nell'uso del colore.
Un'altra caratteristica di Radice, ben evidenziata dalla mostra, è il vivo legame che l'artista mantiene fino alla fine con l'immmagine figurativa. Un legame che l'artista conserva anche nel dopoguerra e nei primi anni '50, quando la scelta tra pittura figurativa e astrazione assume connotati politici.
A ben vedere, il riferimento alla figurazione non manca neppure nei quadri astratti, come evidenziano i titoli delle sue opere. R.S., per fare un esempio, sta per "Ritratto segreto" e la sigla A.N.F. non fa altro che richiamare le prime tre lettere di "Anfora". Ossia i soggetti geometrizzati di quelle composizioni.

La mostra è frutto del lavoro di Luciano Caramel, che ha curato la redazione del Catalogo ragionato dell'artista, concluso dopo anni di ricerche e molte difficoltà, connesse, in particolare, alla datazione delle opere.