Mostre di arte moderna e contemporanea

Kandinsky e l'avventura astratta

29 marzo - 27 luglio 2003

Villa Manin di Passariano
Codroipo (Udine)
Tel. 0432-299936
Orari: marzo-maggio 10-20, giugno-luglio 10-22, lunedì chiuso

Wassily Kandinsky è sicuramente uno degli artisti più importanti del '900. Fondamentale è il suo contributo allo sviluppo dell'arte astratta, o meglio non-oggettiva, cui ha dato un'impronta "spiritualista" e un notevole contributo teorico.

Kandinsky non è certo un artista precoce. Quando decide di dedicarsi alla pittura ha già trent'anni. Ma la passione è forte. Come altri artisti russi contemporanei, si trasferisce a Monaco per studiare col simbolista von Stuck. Vive il clima della Secessione, entra a far parte del gruppo "Phalanx", compie numerosi viaggi all'estero.
Per un anno risiede a Parigi e si fa affascinare dalle ultime tendenze artistiche, tra cui il "Fauvisme", che lascerà tracce profonde nel cromatismo espressionista dei paesaggi di Murnau (1908-10). Primo scalino di quel processo di allontanamento dalla rappresentazione naturalistica che porterà Kandinsky alla realizzazione di un'arte non-oggettiva e spirituale. Di una pittura senza oggetti, finalizzata a manifestare soltanto l'interiorità dell'artista.

Nel 1911 Kandinsky è di nuovo a Monaco. Insieme a Franz Marc fonda il gruppo Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro), che si interessa allo sconfinamento tra le varie arti e al primitivismo. L'anno successivo pubblica Lo spirituale nell'arte, dove espone le sue teorie artistiche e le sue meditazioni metafisiche.
Le opere che Kandinsky realizza in questo periodo sono ancora parzialmente figurative, ma sono già fortemente permeate da quella sensibilità non-oggettiva, che presto lo porterà verso l'astrazione totale. È il momento delle Improvvisazioni e delle prime Composizioni, opere tutt'altro che spontanee, precedute da una gran quantità di schizzi e disegni preparatori. Kandinsky studia attentamente i colori, le loro valenze emozionali; dà alle sue opere ritmi e cadenze musicali; si concentra sulle forme e sul loro valore spirituale. Cerca di andare oltre l'imitazione delle cose per scoprire il loro suono interiore. E ci riesce. Crea composizioni di forze ed equilibri, di forme e colori, che parlano alla nostra sensibilità, che ci raccontano il mondo interiore di Kandinsky, la sua visione soggettiva del mondo.

Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Kandinsky torna in Russia e, dopo qualche anno, inizia a insegnare nei Laboratori artistici di Stato. Entra anche in contatto coi costruttivisti.
In questi anni e nei successivi, caratterizzati dal suo impegno di professore presso il Bauhaus (1922-33), prima a Weimar e poi a Dessau, la sua pittura assume un'impronta decisamente geometrizzante. Kandinsky si interessa al valore simbolico di forme e colori e teorizza queste sue indagini nel testo Punto, linea e superficie, che esce nel 1926 e costituisce un vero e proprio viaggio all'interno del linguaggio pittorico e delle sue istanze spirituali.
Nel 1933 il nazismo al potere decreta la definitiva chiusura del Bauhaus. Kandinsky decide di trasferirsi in Francia, a Neuilly-sur-Seine, vicino a Parigi. Qui realizza le ultime opere, lucide e rigorose, ma meno liriche e sentite di quelle precedenti. Un miscuglio di forme elementari e biomorfiche, che molto devono alle correnti di punta del panorama artistico francese: il Surrealismo e "Abstraction-Création".

La mostra, realizzata in collaborazione con la Solomon R. Guggenheim Foundation di New York, cui appartengono le opere, documenta le tappe fondamentali della vita e della produzione artistica di Kandinsky, dagli anni di formazione all'esilio volontario a Parigi. Ma, soprattutto, racconta la storia di un'idea e di una vera e propria rivoluzione artistica. Oltre alle opere di Kandinsky, sono infatti presenti lavori di molti altri artisti, che hanno condiviso con lui un'epoca e/o una ricerca: Kirchner, Nolde, Marc, Klee, Mondrian, van Doesburg, Pevsner, Gabo, El Lissitsky, Malevich, Albers, Moholy-Nagy, Picasso, Léger, Miró, Ernst e i più giovani, Pollock e Bice Lazzari.

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