Mostre di arte moderna e contemporanea

Anni '60 - La grande svolta

7 giugno - 19 ottobre 2003

Palazzo della Ragione
Via VIII Febbraio, Padova
Tel. 049-8204501
Orari: 9-19, lunedì chiuso

Il Palazzo della Ragione di Padova, il primo grande "ipermercato" italiano, invita gli spettatori a un affascinante viaggio nel passato. In un periodo vivace e innovativo, carico di promesse: i mitici anni '60, segnati dal benessere e dal consumismo.
Gli allestimenti, curati da Italo Rota, rendono il percorso ancora più coinvolgente e suggestivo.

Gli anni '60 hanno cambiato il nostro modo di pensare, il nostro modo di vivere. Nel bene e nel male.
Le nuove scoperte della scienza e della tecnologia hanno rivoluzionato il modo di percepire e comunicare la realtà e hanno aperto all'uomo nuovi orizzonti, luna compresa. Ma non è stato tutto "rosa e fiori".
Il mondo delle merci e della pubblicità ha condizionato profondamente gusti e consumi di tutti, creando nuovi miti e desideri, alienando la libertà dei singoli nell'onnipresente "società dello spettacolo". La tentacolare realtà annunciata da Guy Debord, vate del "maggio francese", lucido e polemico osservatore di un benessere fittizio, che ha prodotto anche disastri, guerre comprese, come testimonia la triste vicenda del Vietnam.

Le arti hanno anticipato e accompagnato queste trasformazioni dando prova di notevole inventiva e creatività in tutti i campi: musica, cinema, design, architettura, moda, arti visive. Rappresentano un momento di riflessione importante, che è giusto rivivere.

La mostra prende in considerazione soprattutto gli artisti italiani (Pinot Gallizio, Fontana, Burri, Schifano, Castellani, Manzoni, Munari, Scarpitta, Rotella, i protagonisti dell'arte cinetica e programmata), ma si sofferma anche su alcune figure internazionali e gruppi, coi quali hanno avuto confronti e contatti (Yves Klein, Le Parc, Morellet, Warhol, Lichtenstein, Segal, Fluxus, Noveaux Réalisme ecc). Non si deve infatti dimenticare che la prima mostra del Noveaux Réalisme si è tenuta a Milano nel 1960 e che la Biennale di Venezia del 1964 ha dato grande visibilità alla Pop Art.

Negli anni '60, l'arte influenza profondamente anche il design. Gli oggetti domestici, creati in serie, vengono pensati e disegnati da personaggi come Sottsass, Zanuso, Castiglioni, Magistretti, Belli, Castelli, Cini Boeri, che prestano il loro talento all'industria. Anche l'architettura vive un periodo di grande fermento creativo. Lo sviluppo industriale richiede infrastrutture e l'espansione delle grandi città necessita di interventi funzionali. L'Italia si tasforma. Nascono nuove autostrade, aeroporti, quartieri residenziali ecc. La crescita è veloce, straordinaria. Che vada a scapito della qualità, si scoprirà soltanto in seguito...

La velocità, il cambiamento impongono una trasformazione anche nei costumi. La moda si adegua, nasce il "pret à porter", il gusto giovane, la minigonna.

Il cinema e la musica vivono di grandi miti. I giovani di allora vogliono assomigliare a Marlon Brando e a Brigitte Bardot, ma anche a Sofia Loren e Marcello Mastroianni. È soprattutto la musica a segnare la prima grande barriera tra le generazioni. In Italia arrivano gli echi di grandi raduni come Woodstock, le canzoni di Bob Dylan e Joan Baez, dei Beatles e dei Rolling Stones. I Giganti e i Nomadi seguono le loro orme, malvisti dai "benpensanti", che trovano strani e inquietanti quei capelloni. È il segno di un cambiamento, che porterà al potere la fantasia e l'immaginazione, contro l'ipocrisia e l'oscurantismo. È il momento dei giovani e della contestazione.

La mostra è curata da Virginia Baradel, Ennio Ludovico Chiggio e Roberto Masiero.