Mostre di arte moderna e contemporanea

Laurie Anderson. The Record of the Time

12 novembre 2003 - 15 febbraio 2004

PAC - Padiglione d'arte Contemporanea
Via Palestro 14, Milano
Tel. 02-783330
Orari: 9:30-19, gio 9:30-22, lunedì chiuso

Con la mostra dedicata a Laurie Anderson si conclude il programma 2003 del PAC, affidato alle cure di Jean-Hubert Martin, che ha portato a Milano le esperienze artistiche di diverse culture, stimolo alla conoscenza di ciò che accade a livello internazionale e allo sviluppo di nuove ricerche e creazioni.

Con la Anderson siamo ancora all'interno della cultura occidentale, ma la sperimentazione avviata dall'artista americana ha dato il via a feconde e innovative ricerche artistiche, che, nel suo caso, partono dalla tecnologia, ma restano comunque legate all'idea del racconto (Words in Reverse, 1979), al vissuto quotidiano, al mito, al sogno (Serie dei sogni istituzionali, 1973).
La musica, che ha avuto, e ha, una grandissima importanza per la Anderson, rappresenta il collante di tutta la sua produzione artistica, un vero e proprio cocktail di immagini, suoni e azioni.
La mostra, di cui l'artista ha curato la sceneggiatura, ci offre un saggio del suo lavoro, al tempo stesso tecnologico e poetico, fatto di video, sculture, progetti, fotografie e installazioni. Ci invita anche ad agire e partecipare, ad ascoltare i suoni delle cose, a fare del nostro corpo il filo conduttore del mondo (Tavolo monofonico, 1978).

Dotata di grande talento e carica innovativa, la Anderson è stata nella sua vita sceneggiatrice, autrice di romanzi, performer, cantante e anche "consulente" di software per la Interval Research, una società di ricerche mediatiche.

Nata a Chicago nel 1947, Laurie Anderson studia violino e arte. Nel 1966 si trasferisce a New York e, due anni più tardi, esordisce sulla scena artistica. Le sue prime prove sono sculture in carta intrecciata e performance. Tra queste, il concerto di clacson a Rochester.
Negli anni '70 è sempre a New York, dove frequenta ballerini, scrittori, musicisti, pittori. Tra loro, ci sono Phil Glass, Gordon Matta-Clark, Richard Nonas, Keith Sonnier, Dan Graham. Nel 1974 realizza una delle prime installazioni. Si tratta de Il libro a vento.
Il successo arriva nel 1981 a Londra. Lo raggiunge con una canzone pop scritta l'anno precedente. Il titolo è O Superman. Non è un capolavoro, anche se arriva in cima alla hit-parade, ma le garantisce fama e soldi. E la possibilità di operare in un contesto culturale allargato. Comincia a lavorare con Peter Gabriel, Brian Eno, Wim Wenders e realizza il film-concerto Home of the Brave.
Gli anni '90 sono nel segno dell'impegno, soprattutto politico. La Anderson realizza opere incentrate su temi come la violenza o la censura. Sono progetti ambiziosi, costosi. Trova un finanziatore in Paul Allen, socio di Bill Gates nella Microsoft, che le chiede di diventare consulente della sua società. È una sfida e un'opportunità. In questo modo la Anderson porta a termine numerosi progetti, tra cui Dal vivo, l'installazione realizzata nel 1998 per la Fondazione Prada di Milano, e uno spettacolo musicale, Canzoni e storie da Moby Dick.

Alla mostra, ideata da Thierry Raspail, direttore del Musée d'Art Contemporain di Lione, sono abbinate attività didattiche, visite guidate e concerti. Le "Conversazioni sull'arte contemporanea", previste per il prossimo anno, sono curate in collaborazione con ACACIA, l'Associazione Amici Arte Contemporanea Italiana, che si propone di avvicinare il grande pubblico all'arte, in particolare quella di oggi.