Mostre di arte moderna e contemporanea

Kasimir Malewitsch. Suprematism

17 gennaio - 27 aprile 2003

Deutsche Guggenheim Berlin
Unter den Linden 13-15, 10117 Berlin
Orari: 11-20, giovedì 11-22

Kasimir Malevich, nato a Kiev nel 1878, è una figura chiave dell'arte del XX secolo. La sua fama è legata soprattutto allo sviluppo del suprematismo, una delle prime forme di rappresentazione non-oggettiva della realtà, ma il suo percorso artistico è molto più complesso e articolato. Nei primi anni di attività ha, infatti, sperimentato diverse soluzioni pittoriche avvicinandosi all'impressionismo, al simbolismo, all'espressionismo, al cubismo. E, sul finire della vita, costretto dagli eventi, è ritornato alla figurazione.

La mostra allestita al Guggenheim di Berlino pone l'accento sugli anni a cavallo tra il 1915 e il 1932, che vedono nascere e svilupparsi l'idea suprematista e il concetto di pura forma. Sono tuttavia presenti anche alcune opere della stagione cubo-futurista di Malevich (Uomo che fuma la pipa, 1913; studi scenografici per La vittoria sul sole di Kruchenych, 1913) e alcuni "Alogismi" dello stesso periodo. Lavori che, con il loro miscuglio di forme astratte, segni, simboli e parole, preludono alla successiva produzione "non-oggettiva".

Malevich arriva a sviluppare gli elementi chiave del suprematismo considerando il problema della rappresentazione in pittura. È la scomposizione cubista a fargli intravedere ulteriori sviluppi in direzione astratta. Ma la sua posizione è ancora più radicale. In fondo il cubismo era sempre rimasto nei limiti del figurativo. Malevich fa un passo in più.
La pittura, secondo lui, deve raggiungere la sua vera essenza, che non è imitazione della realtà esteriore, ma di una realtà spirituale. "La finzione della pittura è buona solo per la massa, che vede nel quadro aria, pietra, acqua. Ma in realtà sulla tela non c'è che un solo materiale: il colore".
Il pittore deve essere in grado di cogliere la natura come "emozione non-oggettiva" e non come "realtà illusoria". Il colore è soltanto se stesso e nulla più. La pittura è un linguaggio convenzionale che parla attraverso i suoi elementi caratteristici: il colore e le forme. Un linguaggio universale, che può essere compreso da tutti indipendentemente dalle origini culturali o etniche.
Nascono così i suoi primi lavori suprematisti, tra cui il famoso Quadrato nero su fondo bianco, che Malevich realizza tra il 1914 e il 1915 dando il via a molte riflessioni dell'avanguardia russa prerivoluzionaria.

Le idee che stanno alla base di questo "nuovo realismo pittorico" trovano espressione nel Manifesto suprematista del 1915, che Malevich scrive insieme a Majakovskij. Degli anni successivi sono alcune composizioni di forme geometriche elementari, di diversa grandezza e colore, disposte per lo più in successione diagonale (Composizione suprematista con piani in proiezione).
Col tempo, le intenzioni di Malevich diventano sempre più radicali tanto che, nel 1919, dipinge Quadrato bianco su fondo bianco, un'opera così avulsa dal mondo reale da diventare simbolo della più alta rappresentazione mentale e spirituale. L'armonia suprema di una pittura pura, senza oggetti. Una posizione che ispirerà molti movimenti degli anni '60 e '70: arte concreta, pittura analitica, minimalismo.

Nel 1919, il pensiero spiritualista di Malevich entra in conflitto con quello materialista di Tatlin. La consapevolezza della sconfitta, induce l'artista ad alcune sperimentazioni nel campo delle arti applicate e dell'architettura.
I suoi interessi metafisici, l'idea di una pittura spirituale, il concetto di pura forma, gli creano problemi anche a livello politico. La Russia stalinista, fautrice di un più facile realismo socialista al servizio del regime, negli anni '30 lo costringe a rinnegare le sue posizioni e tornare alla figurazione. Si apre così per l'artista un periodo tormentato che, nel 1935, lo porterà alla morte.

La mostra è curata da Mathew Drutt della Menil Collection di Houston, dove la rassegna proseguirà dopo la parentesi newyorchese al Solomon R. Guggenheim Museum (23 maggio-7 settembre).
Oltre a dipinti, disegni e sculture, alcuni dei quali rappresentano una vera e propria scoperta per l'Occidente, sono esposti anche i diari e alcune lettere di Malevich.

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