Mostre di arte moderna e contemporanea

L'impressionismo e l'età di van Gogh

9 novembre 2002 - 13 aprile 2003

Casa dei Carraresi
Via Palestro 33/35, Treviso
Tel. 0422-513161
Orari: lun-mar-gio 9-20, mer-ven-dom 9-22, sab 9-24. 24, 25 e 31 dicembre 2002 chiuso, 1 gennaio 2003 13-22

Vincent van Gogh, "Le semeur au coucher du soleil (Seminatore al tramonto)", 1888, olio su tela, cm. 73 x 92, Stiftung Sammlung E.G. Bührle, Zurigo (Zürich)

Vincent van Gogh, Le semeur au coucher du soleil (Seminatore al tramonto), 1888
olio su carta su tela, cm. 73 x 92, Stiftung Sammlung E.G. Bührle, Zurigo (Zürich)

Si avvia a segnare un nuovo primato per prenotazioni e incassi la mostra "L'impressionismo e l'età di van Gogh", che Marco Goldin ha curato per la Casa dei Carraresi di Treviso.

La rassegna è strutturata cronologicamente a partire dal 1874, data della prima esposizione del gruppo impressionista presso lo studio del fotografo Nadar. Un esordio tutt'altro che felice date le aspre recensioni dei critici e lo stupore del pubblico.
Lo stesso termine "impressionismo", coniato dal critico Louis Leroy alla vista di Impression, Soleil levant di Monet, non aveva certo la connotazione positiva che noi oggi attribuiamo a quel tipo di pittura. Esprimeva tutto il suo disprezzo per la "nouvelle peinture" degli impressionisti, realizzata dal vero, "en plein air", ponendo attenzione alle condizioni di luce e alle possibilità del colore. Una pittura emozionale, soggettiva, legata all'istante e all'impressione visiva. Decisamente troppo moderna per essere compresa dagli esperti d'arte dell'epoca, più legati all'Accademia e al Salon.
La parentesi impressionista dura, tra alti e bassi, fino al 1886, quando il gruppo si disperde e, seguendo le indicazioni avanzate da Cézanne, prendono il via nuove soluzioni artistiche. La rassegna però non si ferma qui. Continua fino al 1890, data di morte di van Gogh, e di questo artista ripercorre tutte le tappe realizzando quasi una personale.
162 le opere in mostra, tra dipinti, sculture e disegni. 45 quelle di van Gogh, tra cui Il seminatore al tramonto (1888) della Fondazione Bührle, che non si vede da più di 40 anni, e un Vaso di fiori dato per disperso dal 1914. Molti i capolavori, che hanno dato vita a un periodo artistico di grande fortuna, ormai entrato nella leggenda.

La prima sezione della mostra è dedicata al periodo compreso tra il 1874 e il 1879. Anni difficili dal punto di vista economico, ma di grande produttività ed entusiasmo. Ed ecco i quadri realizzati "en plein air" da Boudin, Monet (Le barche, regate ad Argenteuil, 1874 circa), Sisley (Il Tamigi con la chiesa di Hampton, 1874), Pissarro, Cézanne, Berthe Morisot, Caillebotte e Gauguin (Alberi di melo all'Hermitage, 1879): marine, spiagge, scene fluviali e di campagna di grande suggestione, dove si avverte chiaramente l'attenzione per la resa atmosferica dei soggetti.
Molti anche i ritratti, a partire da L'Amazzone (1875) di Manet, per passare a Degas e soprattutto a Renoir, che, con le sue figure di donne e bambini, presto incontrerà il favore della borghesia parigina allontanandosi dal gruppo impressionista.

Nella seconda sezione, che ripercorre il cammino dell'Impressionismo tra il 1880 e il 1883, anno della morte di Manet, ritroviamo molti protagonisti storici del gruppo, come Monet e Degas (La danzatrice di quattordici anni, 1880-81), ma tutto ruota attorno a Paul Cézanne e alle sue rivoluzionarie teorie artistiche.
Disinteressandosi dell'impressione soggettiva, ma anche della rappresentazione naturalistica degli oggetti, Cézanne cerca di cogliere l'essenza della realtà, la sua struttura portante. Per farlo, riorganizza le forme secondo schemi geometrici fondamentali, il cilindro, il cono, la sfera, e stende il colore a tratti o a zone compatte per conferire pienezza e plasticità agli oggetti. Più avanti, arriverà al punto di infrangere la prospettiva e deformare i piani pur di raggiungere il suo scopo.
Tra chi, come Renoir, sceglie la via del Salon, e chi, come Cézanne, Monet, Gauguin e Degas, comincia a interrogarsi criticamente sul modello impressionista, compare un volto nuovo. È il giovanissimo Toulouse-Lautrec, che si appresta a diventare uno dei principali pittori della Belle Époque.

"Impressionismo e oltre: 1884-1890" è il titolo della terza sezione. La crisi del gruppo, la cui ultima mostra risale al 1886, è affiancata dalla nascita di nuove correnti e modelli pittorici. A Cézanne, ancora una volta protagonista coi ritratti della moglie, le nature morte (Il tavolo da cucina, 1888-90), i paesaggi, si accostano le rigorose sperimentazioni di Seurat (All'ombra e al sole. Studio per "Una domenica alla Grande Jatte", 1884-85) e Signac, il sintetismo di Bernard, Gauguin e Sérusier, le nuove esperienze cromatiche di Monet.
Van Gogh, giunto a Parigi nel 1886, fa a tempo a vedere l'ultima mostra degli impressionisti. Diventa amico di Toulouse-Lautrec, Signac e Bernard, frequenta gli impressionisti e Gauguin. Osserva tutto e rielabora gli stimoli in maniera personale, sviluppando fino alla morte, avvenuta nel 1890, una pittura originalissima e rivoluzionaria.

La quarta sezione, dedicata a Rodin, permette di osservare da vicino l'opera di questo straordinario scultore, da molti definito "impressionista" per il modo di modellare la materia dando vita a giochi fluidi e vibranti di luci e ombre.
In mostra, sono presenti bronzi, gessi e marmi degli anni '80, che provengono dal Musée Rodin di Parigi. Si tratta per lo più di studi preparatori, che nulla tolgono al talento di questo artista, considerato una delle figure chiave per lo sviluppo della scultura del XX secolo. Su tutti spicca Eustache de Saint-Pierre, che prelude a uno dei suoi più riusciti capolavori, il Monumento ai Borghesi di Calais (1885-1889), esposto nel 1889 alla Galerie Georges Petit insieme alle opere di Monet.

La mostra si conclude con l'omaggio a van Gogh, che ripercorre tutto l'iter artistico del pittore, dal periodo olandese agli ultimi anni. Una rassegna monografica, che molto deve alla generosità di musei e privati collezionisti.
Tra i molti capolavori, oltre al citato Seminatore al tramonto, spiccano due Autoritratti, realizzati intorno al 1887, e due opere del Museo di San Paolo: La passeggiata al chiaro di luna (1889-90) e L'Arlesiana (1890). In mostra, anche quello che è considerato l'ultimo lavoro dell'artista: la Veduta di Auvers con campo di grano, che la Fondazione Garengo ha donato al Museo di Ginevra. Un'opera che non avrebbe dovuto essere qui, dato che una clausola ne vieta il prestito. E che rappresenta, quindi, l'ennesimo regalo di questa rassegna straordinaria.

Data la portata dell'evento, per evitare l'attesa e prenotare i biglietti si può:

- contattare il Call center di Linea d’Ombra: 0438-21306
- seguire le indicazioni presenti sul sito di Linea d'Ombra.

A "L'impressionismo e l'età di van Gogh", seguirà un'altra mostra di sicuro successo "L'Oro e l'Azzurro. I colori del Sud da Cézanne a Bonnard". Ma, per questo, si dovrà aspettare l'autunno 2003.

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