Mostre di arte moderna e contemporanea

George Segal. The Artist'Studio

13 giugno - 1 settembre 2002

Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea - ex Fabbrica Peroni
Via Reggio Emilia 54/Via Cagliari 29, Roma
Tel. 06-67107900
Orari: mar-dom 9-19, fest 9-14, lunedì chiuso

È la prima retrospettiva completa che l'Italia dedica a George Segal (1924-2000), uno dei principali esponenti della Pop Art americana. In mostra 40 opere - sculture in gesso e bronzo, rilievi, frammenti, oli e acquerelli - che provengono dalla George and Helen Segal Foundation di New York.

Americano di nascita, ma figlio di immigrati ebrei russo-polacchi, Segal comincia a dedicarsi alla pittura intorno agli anni '50. I suoi interessi convergono quasi subito verso la Pop Art, come dimostrano alcune tele di questa rassegna. Più o meno negli stessi anni, stringe contatti anche con Allan Kaprow, col quale realizza alcuni "Happenings".
Da queste esperienze Segal ricava l'idea dell'arte come evento, azione, coinvolgimento diretto nella realtà.

Sperimenta questa attitudine e l'attenzione pop per la quotidianità nelle prime sculture in gesso, che rappresentano persone colte in momenti normali della loro vita, mentre aspettano l'autobus o bevono un caffè (Man sitting at a table, 1961; Girl in a doorway, 1965). Un atteggiamento che ha delle consonanze con quello di Duane Hanson, in mostra al PAC di Milano, ma che trova una diversa realizzazione.
Anche Segal mostra la realtà sociale americana e implicitamente la denuncia, ma le sue sculture non sono iperrealistiche. I suoi calchi in gesso non sembrano umani. Sono figure spettrali anonime inserite in ambienti assolutamente normali e familiari. Anziché attrarci o suscitare identificazione, come fanno i personaggi di Duane Hanson, creano una distanza. La stessa che c'è tra le persone che abitano una grande città, dove l'individuo si perde e diventa quasi invisibile.

Fra le opere esposte spiccano quelle realizzate tra il 1978 al 1999, dove il realismo si fa ancora più esasperato e acquista un senso politico e soprattutto religioso, come rivelano i titoli: Abraham and Isaac (1978); Jacob's Dream (1984-87); The Expulsion (1986-87).
Più legata all'interesse di Segal per la tradizione classica europea è un'altra opera, The Italian Restaurant, dove l'artista ha aggiunto un pannello di fondo con la Cacciata dei progenitori di Masaccio.

Completano la mostra alcune fotografie scattate da Segal in vista della realizzazione dei suoi lavori e le immagini in bianco e nero realizzate nel 1976 da Dino Pedriali nello studio dell'artista a South Brunswick nel New Jersey.
La rassegna presenta anche due documentari. Una videointervista, effettuata a Roma nel 1999 da RAI SAT ART, in occasione della mostra alla galleria 2RC Edizioni d’Arte, e il video George Segal: American Still Life, che racconta, attraverso le parole di chi l'ha conosciuto, quali fossero i suoi principi estetici.

La mostra è curata da Gianni Mercurio, ma si avvale anche dei contributi critici di Martin Friedman, Carroll Janis, Pierre Restany, Daniel Berger, Dino Pedriali e Adachiara Zevi.

Acclamato con riconoscimenti e premi, Segal è considerato uno dei più grandi artisti americani e le sue opere sono conservate nei principali musei d’arte del mondo. Molte sue sculture si trovano anche in diversi spazi pubblici all'aperto, tra cui Sheridan Square a New York (Gay Liberation, 1980) e Golden Gate Park a San Francisco (The Holocaust, 1983).