Mostre di arte moderna e contemporanea

Pierre-Auguste Renoir e la luce dell'Impressionismo

19 settembre - 17 novembre 2002

Fondazione Antonio Mazzotta
Foro Buonaparte 50, Milano
Tel. 02-878197
Orari: 10-19:30, mar e gio 10-22:30, lunedì chiuso

Dopo una tappa a Palermo, arriva alla Fondazione Mazzotta di Milano "Pierre-Auguste Renoir e la luce dell’Impressionismo". La mostra si sviluppa attorno a un nucleo di 60 opere del grande artista francese, uno dei padri dell'Impressionismo. Si tratta di dipinti su tela, pastelli, acquarelli, disegni, sculture e incisioni. Li affiancano alcuni dipinti e disegni dei principali artisti che ebbero contatti con Renoir o che, in qualche modo, ne influenzarono il lavoro.
La rassegna abbraccia quasi tutto l'arco creativo di Renoir, dagli esordi dell'Impressionismo fino ai primi anni del '900. Il proposito è, da un lato, quello di fissare i momenti e le trasformazioni fondamentali del lavoro dell'artista. Dall'altro, quello di sottolinearne l'elevata costanza qualitativa, a prescindere dal periodo esecutivo e dalla tecnica adottata.

Pierre-Auguste Renoir iniziò la sua carriera artistica nell'atelier del pittore Gleyre, dove conobbe Claude Monet, Alfred Sisley e Frédéric Bazille. Con loro avviò uno stretto sodalizio artistico, cui partecipò anche Camille Pissarro. Da esso sarebbe scaturito l'Impressionismo francese, la corrente artistica che maggiormente influenzò il corso dell'arte dell'800 e '900.
Renoir prese parte a tutte le vicende del gruppo fino alla fine degli anni '70, quando se ne distaccò gradualmente. In realtà il suo lavoro manifesta fin dall'inizio alcuni caratteri distintivi che lo differenziano dagli altri compagni di strada. La preferenza per la figura umana, femminile soprattutto, al posto della raffigurazione della natura e del paesaggio. Un uso più morbido e sontuoso del colore, in luogo della pennellata più asciutta di Pissarro, Sisley e del primo Monet.

Ben lungi dall'essere paragonabile ad altre famose retrospettive su Renoir, o dal contenere celebrati capolavori, la mostra rende comunque conto molto bene di questi aspetti del suo lavoro. Con l'eccezione di qualche piccolo paesaggio (ad es. Rue de village "Louveciénnes", 1876), predominano soprattutto i ritratti di giovani donne o le rappresentazioni di figure nella natura.
Tra tutte, spiccano in particolare alcune piccole tele e disegni degli anni '80 e '90, dove l'artista tradisce l'incanto e il fascino irrefrenabile che la figura femminile esercitava su di lui: La femme au jabot blanc del 1880, Suzanne Valadon (1885), Madeleine Adam (1887).

L'originalità e la progressiva autonomia di Renoir dalla linea principale dell'Impressionismo emergono dal confronto delle sue opere con quelle dei contemporanei in mostra. Tra queste ultime si possono segnalare alcuni esempi di Claude Monet (Nympheas), Alfred Sisley, Edgar Degas, Camille Pissarro, Armand Guillaumin, Paul Cézanne (con un bel paesaggio del 1873) e Paul Signac. Completano la rassegna, alcune opere di Eugène Delacroix, Gustave Courbet e Edouard Manet, che aiutano a inquadrare il contesto in cui l'artista si formò.

La mostra è promossa dai Parlamenti della Regione Sicilia e della Regione Lombardia, ed è curata da Maïthé Vallès-Bled, conservatore del Musée de Lodève. Le opere provengono per lo più da collezioni private.

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