Mostre di arte moderna e contemporanea

Max Beckmann, un peintre dans l'histoire

11 settembre 2002 - 6 gennaio 2003

Musée National d'Art Moderne
Centre Georges Pompidou
19 Rue Beaubourg/Place Georges Pompidou, 75004 Paris
Orari: 11-21, martedì chiuso

Anche se pochi lo conoscono, Max Beckmann è senza dubbio uno dei più importanti artisti tedeschi del XX secolo. Questo rende ancora più felice la scelta del Centre Pompidou, che, con questa retrospettiva, ha l'occasione di mostrare e far apprezzare le sue opere a un vasto pubblico.

Nato a Lipsia nel 1884, Beckmann studia a Parigi, Berlino e Firenze. La sua pittura si muove nel solco della tradizione simbolista tedesca (Jeunes Hommes au bord de la mer, 1905) e dell'espressionismo, ma accoglie anche gli stimoli dell'impressionismo francese.
Scoppiata la prima guerra mondiale, Beckmann si arruola come infermiere e vive uno dei periodi più drammatici della sua vita. Ne risente anche la sua pittura, che si fa decisamente espressionista. Diventerà più cruda e oggettiva (La Nuit, 1918) intorno al 1925, quando Beckmann espone a Mannheim con Otto Dix, Christian Schad, Georg Grosz ecc. Il nucleo portante di quella che viene chiamata "Neue Sachlichkeit" (Nuova Oggettività).
Nel 1929 Beckmann si trasferisce a Parigi. Influenzato da Picasso, Matisse e Rouault, accentua i colori e ammorbidisce il segno ottenendo una certa notorietà.
Al successo parigino, segue quello tedesco, che trova conferma in una grande mostra alla Nationalgalerie di Berlino del 1932.
L'avvento al potere del nazionalsocialismo vanifica tutti i progetti di Max Beckmann. A questo periodo risale la realizzazione del suo primo trittico Le Départ (Abfahrt, 1932-33). Un dipinto che sembra presagire gli orrori della guerra e il destino dell'artista e che, anni dopo, verrà esposto al MoMA di New York di fronte a Guernica di Picasso.
Oltre a perdere il lavoro di insegnante presso lo Städelsches Kunstinstitut di Francoforte, Beckmann viene bollato come "artista degenerato" al pari dei migliori autori delle avanguardie del XX secolo: Klee, Kokoschka, Ernst, Picasso, Dix, Nolde e Kirchner. Le sue opere vengono tolte dai musei ed esposte a Monaco alla mostra "Entartete Kunst" (Arte degenerata, 1937).
Impossibilitato a esprimersi secondo la propria sensibilità e amareggiato per la situazione politica tedesca, Beckmann si trasferisce ad Amsterdam. Dalle riflessioni sul ruolo dell'artista nasce La Tentation (1937), che, come molti suoi trittici, nasconde sotto l'apparenza di miti e leggende amare verità. Nel 1938, Beckmann è a Londra e partecipa alla mostra "Twentieth Century German Art", alle New Burlington Galleries.

Finita la guerra, nelle opere di Beckmann torna la gioia di vivere; i colori si fanno più chiari e le linee meno dure. Anche le tematiche perdono parte della loro drammaticità. Il peggio è passato, ma Beckmann non torna a vivere in Germania. Nel 1947 si trasferisce in America e riprende a insegnare. Nel 1950, quasi volesse pareggiare i conti, il padiglione tedesco della Biennale di Venezia gli organizza una grande retrospettiva. Beckmann muore proprio quell'anno. Ha appena terminato il suo ultimo lavoro: il Triptyque des Argonautes (Die Argonauten).

La mostra del Centre Pompidou è stata realizzata in collaborazione con la Tate Modern Gallery di Londra e il MoMA di New York, dove verrà esposta successivamente.
Ripercorre il cammino artistico di Beckmann con 150 opere di grande qualità, che, attraverso parabole e metafore visive, danno corpo al pensiero dell'artista. Un idealista senza illusioni, che confidava nel ruolo salvifico dell'arte.

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  • Max Beckmann: cenni sulla vita, l'attività artistica e le opere.