Camille Pissarro

Attività artistica di Camille Pissarro.
Pissarro e gli anni eroici dell'Impressionismo (1871-86)

 Camille Pissarro, "Orto e alberi in fiore, primavera a Pontoise", 1877, (partic.)Nel 1871 Camille Pissarro fa ritorno in Francia. Si stabilisce nuovamente a Pontoise, dove riprende a rappresentare angoli di natura e campagna.
Le tele raffigurano case tra i campi, strade di campagna, il dispiegarsi delle colline, campi coperti di neve. In esse la costruzione dei piani gioco un ruolo sempre minore. Assume importanza, invece, l'analisi del colore e degli effetti luministici. L'artista si concentra sulle variazioni cromatiche prodotte dai fenomeni naturali e atmosferici: il freddo, la nebbia, il gelo. Riproduce queste variazioni mediante pennellate libere e sottili di colore puro, steso a macchie. In questo modo le tele di Pissarro acquistano una vivacità e unità nuova: La maison rouge (1873), La moisson, Pontoise (1873), Gelée blanche (1873), La moisson à Montfoucault (1876), Les toits rouge (1877).
In pratica, Pissarro adotta una metodologia simile a quella dei compagni Monet, Renoir e Sisley. Rispetto ad essi, però, la sua pittura appare più spessa e strutturata, meno lirica. Si ricordi, tra l'altro, che l'artista non abbandonerà mai l'abitudine di fare uso anche di spatole. In occasione della prima mostra impressionista, il critico Leroy avrà modo di ridicolizzare l'aspetto spesso e crostoso delle sue tele paragonandole a tavolozze incrostate...

Già in vari paesaggi di Pissarro degli anni '60 e '70 compaiono figure di contadini. Per l'artista la presenza umana rappresenta un necessario completamento del paesaggio.
Verso la fine degli anni '70, però, Pissarro manifesta un interesse crescente per la figura umana. Dipinge uomini e donne impegnati nel lavoro dei campi o in interni domestici: Giovane contadina che beve il caffé (1881).