Edvard Munch

Attività artistica di Edvard Munch.
Il lavoro di Munch nel corso del '900

Gli anni a cavallo del '900 segnano la definitiva affermazione di Munch a livello artistico.
Sul piano personale, invece, l'artista entra in un periodo di crisi che prelude al suo ricovero in ospedale.

Nelle opere di questo periodo l'artista alterna immagini di follia e autodistruzione ad altre dove si avverte un certo amore per la vita. Nella prima categoria di opere è ricorrente il tema della "Croce", simbolo di solitudine. A queste fanno da contraltare capolavori come Ragazze sul ponte (ant. 1901), Fertilità e numerosi paesaggi, che sembrano manifestare un accostamento più sereno alla realtà.
Anche il viaggio in Italia (1899) e la scoperta di Raffaello sembrano avere un benefico influsso su Munch.
Tornato a casa, l'artista manifesta il desiderio di realizzare opere di decorazione ambientale secondo i dettami dell'Art Nouveau. Scaturisce, così, l'idea di una grande decorazione murale per l'Aula Magna dell'Università di Oslo.

Attorno al 1906 Munch è di nuovo in crisi.
Le opere sono connotate da una drammatica dimensione espressiva: Autoritratto con bottiglia di vino (1906), La sorpresa (1907), Gelosia (1907).
Dopo il ricovero nella clinica del dottore Jacobson, Munch imprime una svolta alla sua vita. Il cambiamento traspare in tutta la sua evidenza nella decorazione murale dell'Aula Magna dell'Università di Oslo. Completato nel 1916, il ciclo raffigura, con tratto fresco e spontaneo, le grandi forze eterne: La Storia, Il Sole, Alma Mater. In parte rappresenta un ideale proseguimento del Fregio della vita. Rispetto al passato, i colori sono più chiari e la pennellata più sciolta. Nel loro complesso i pannelli comunicano un senso di grande vitalità ed energia.

Tutta l'ultima parte della vita di Munch si svolge sotto il segno dell'isolamento.
Munch continua a lavorare con impegno e determinazione. Realizza opere sul tema dei lavoratori, del pittore e la modella, e paesaggi.
Negli ultimi tempi sono frequenti gli autoritratti. L'artista indaga spietatamente il suo declino fisico e psichico e la condizione della vecchiaia.
La morte torna prepotentemente alla ribalta: Tra il letto e l'orologio (1940-1942), Autoritratto alle due e un quarto del mattino.