Berthe Morisot

Attività artistica di Berthe Morisot

Berthe Morisot, "La culla", 1973Berthe Morisot al grande pubblico è certamente meno conosciuta rispetto a superstar del calibro di Monet, Pissarro e Renoir. Nondimeno merita di figurare tra le voci di maggior rilievo dell'impressionismo francese.

Gli esordi di Berthe Morisot come artista tradiscono l'influenza di forti personalità di Corot e Manet. Ma Berthe, con il garbo e la naturalezza che contraddistingueranno tutto il suo modo di vivere, reinterpreta ogni insegnamento, approdando a uno stile personale. Con costanza e assoluta coerenza lo piega al servizio di temi e soggetti a lei cari: paesaggi, marine, e soprattutto scene familiari. Le amicizie e la sua pittura la attirano nell'orbita dell'impressionismo, nel cui ambito si caratterizza per una grande capacità compositiva, per una particolare sensibilità e delicatezza del colore, cui fa riscontro un uso meno spregiudicato delle tinte, rapportato ad autori come Monet e Renoir.
In epoca ottocentesca l'educazione accademica è preclusa alle donne. Sommando questo problema alle discriminazioni e agli innumerevoli pregiudizi che da sempre gravavano sulla presenza femminile nei più disparati campi della vita sociale e della cultura, si comprende con quali difficoltà all'epoca una donna potesse ambire alla carriera artistica.
Ma Berthe Morisot gode di un vantaggio. Proviene infatti da una facoltosa famiglia borghese. E questo le consente di studiare privatamente, dedicandosi alla carriera artistica dapprima quasi per hobby, per venirne poi risucchiata completamente.

Comincia a dipingere nel 1857 con Chocarne e Guichard.
Con insofferenza sopporta l'insegnamento di stampo accademico, gli esercizi di copiatura da dipinti antichi, la pittura d'atelier. Preferisce piuttosto lavorare "en plein air". E in effetti le si addice ben di più l'indirizzo realistico di Corot. Da lui apprende l'interesse per la natura, la capacità compositiva, l'attenzione per la luce e il morbido uso del colore.
Decisivo per la sua evoluzione artistica rimane però l'incontro con Edouard Manet, nel 1868. Per suo tramite entra a far parte della cerchia dell'Impressionismo.
Il suo modello diviene sì Manet. Ma le ricerche sulla luce e sull'uso del colore, il rivoluzionario modo di dipingere degli impressionisti finiscono per assorbirla completamente.
Di suo Berthe porta un modo più delicato, garbato, di guardare le cose. Nelle sue tele probabilmente non si ritrova l'atteggiamento scientifico, sperimentale, di un Pissarro o di un Monet. Di certo però il suo linguaggio pittorico appare subito di gran lunga più autonomo e personale di quello, ad esempio, di Eva Gonzalès, altra seguace di Manet.
Nelle opere di questi anni la pennellata sciolta e morbida deve molto agli insegnamenti di Manet sui contrasti di luce e ombra. Ma già vi si avverte il marchio dell'influenza impressionista: l'interesse per l'impressione visiva, il colore steso a macchie, i contorni sfaldati. Tipica dell'artista è invece la connotazione psicologica, la marcata solitudine del personaggio femminile, che comincia a farsi ricorrente.
Una tela del 1869, Il porto a Lorient, riveste un'importanza tutta particolare. In essa la Morisot colloca in posizione centrale il paesaggio fluviale, relegando la figura di donna sul muretto laterale. L'opera, molto apprezzata da Manet, rivela una straordinaria padronanza della composizione da parte dell'artista.

Con l'inizio degli anni '70, nella pittura della Morisot diventa ricorrente il tema della cura filiale.
A fungere da protagoniste sono spesso le sorelle. Sentimenti alterni traspaiono da queste opere: fascino per il forte legame affettivo tra madri e figli, cui fa da contrappeso un senso di rassegnata solitudine che sembra affliggere la donna nella sua vita di ogni giorno.
Questi motivi non impediscono a Berthe Morisot di dedicarsi anche all'altro tema a lei caro: la pittura di paesaggio. Veduta di Parigi dal Trocadéro (1871-1872) è una delle tele maggiormente rappresentative. Ad essa si affiancano scene portuali, quadri di barche, che realizza soprattutto nel 1875, durante un soggiorno estivo presso l'isola inglese di Wight.
Con l'inizio degli anni '80 la tecnica pittorica di Berthe Morisot presenta connotati personalissimi. Pennellate fluide e sommarie, liberamente stese in ogni direzione. Uno sfaldamento delle immagini sempre più marcato. Colori chiari e luminosi, costante attenzione agli effetti atmosferici. In Il molo a Bougival (1881-1882), Berthe Morisot, alla maniera di Monet e Renoir, trasforma i riflessi dell'acqua in vibrazioni di luce e colore.
Lo stile cambia nel corso degli anni '90, quando si fa più decorativo. Tra i soggetti delle tele ricorre ancora il paesaggio, rivisitato però in chiave quasi "bucolica".
Nascono anche opere che rappresentano figure femminili distese di inusuale sensualità per l'artista. Sono le ultime opere di Berthe Morisot, in cui si possono riconoscere analogie con la delicata seducenza delle donne di Renoir.

Ai suoi tempi Berthe Morisot godeva di una fama ben maggiore di quella che le viene attribuita ai giorni nostri.
Tra i suoi estimatori vi erano personaggi come Manet, Monet, Renoir.
Tra i principali esponenti della cerchia impressionista, Berthe fu uno dei pochi a riscuotere qualche consenso da parte della giuria del Salon. E questo potrebbe essere visto oggi come un dato negativo. Ma come si fa a non deplorare la sua assenza quasi sistematica dalla miriade di mostre e mostricine, che in ogni sperduto angolo del globo vengono dedicate ai suoi compagni di strada?...