Piero Manzoni

Attività artistica di Piero Manzoni

Piero Manzoni oggigiorni viene considerato una figura chiave nel panorama artistico europeo del dopoguerra.
A ben vedere però, ai suoi tempi non godeva dell'attenzione da parte dell'opinione pubblica, che meritava.
A prendere atto delle provocazioni intellettuali di Manzoni, ad accorgersi delle aperture concettuali prodotte dalla sua opera, furono perlopiù giovani artisti, italiani e stranieri. Tra essi figurano molte menti vivaci, alla ricerca di nuove strade, che consentissero loro di superare la palude dell'informale e guardare a nuovi orizzonti creativi.
L'importanza di Manzoni è legata soprattutto ad alcuni cicli di opere, realizzate in un arco di tempo estremamente breve (1957-63): gli Achrome, Merda d'artista in barattolo, Linee.

Nel 1957, dopo che Yves Klein espone alcuni Monocromi alla Galleria Apollinaire di Milano, Manzoni realizza i primi Achrome. Si tratta all'inizio di superfici in gesso grezzo, dove il colore non esiste se non in quanto riferimento visivo della materia. In seguito consistono in superfici di elementi quadrati di tela incollati ordinatamente e ricoperti di gesso e caolino. Quindi la superficie è data dalla tela disposta in modo da formare pieghe orizzontali o verticali. L'uso del gesso e del caolino non è casuale. Sono due elementi che stanno a metà strada tra supporto e pigmento. Sono materia allo stato naturale. Anche il bianco non è un vero colore, perché non è voluto dall'artista, fa parte della materia. Non ha il valore catartico e spirituale del blu di Klein.
Negli anni seguenti gli Achrome si aprono all'utilizzo di materiali svariati: palline di ovatta, batuffoli di cotone, fibre artificiali, peluche, pani plastificati, palline di polistirolo. Il tutto ovviamente e rigorosamente ricoperto del suo "non colore".
Il tentativo di uscire dai limiti della superficie, porta Manzoni a sviluppare le Linee. Sono strisce di carta di lunghezza ben determinata, recanti linee della medesima lunghezza, che l'artista confeziona in appositi cilindri etichettati e firmati. Con la Linea di lunghezza infinita (1960) l'operazione giunge alle conseguenze estreme. Idealmente collocata in una scatola, come le altre linee, in realtà non esiste, è puro fatto concettuale. Chi la compra, acquista l'idea.
Al 1960 risale la Linea di Herning, che avrebbe dovuto far parte di un progetto planetario, volto a seppellire, nelle più importanti città mondiali, linee, la cui lunghezza totale eguagliasse quella della superficie terrestre. Si tratta dell'estremo tentativo di dare all'arte la possibilità di un'estensione totale, svincolata dalla limitatezza della tela: uno dei primi esempi di arte ambientale.

Il campo d'azione di Manzoni si sposta gradatamente: dalla superficie, alla linea, allo spazio, al mondo, al significato stesso dell'arte.
Con i Corpi d'Aria (1959-1960) Manzoni rende fisicamente presente il vuoto. I Corpi d'Aria possono essere gonfiati anche dall'artista, trasformandosi così in Fiato d'Artista. Sono il primo esempio di quel narcisismo estetico che d'ora in poi caratterizzerà quasi tutta la produzione successiva di Manzoni. Con essi l'artista sposta in maniera esemplare il senso dell'arte dal manufatto artistico alla sua realizzazione, dall'oggetto al suo autore. A contare non sono gli attributi visivi dell'opera, ma la presenza dell'artista. Un'operazione che affronta il problema dell'identità dell'artista.
Nel 1960 presenta alla Galleria Azimut una delle performance più famose, quella che riguarda le Uova sode firmate e consumate sul posto. Il pubblico entra in contatto non solo psicologico, ma anche biologico con l'arte, e ne viene inevitabilmente e fisicamente trasformato.
Di simile indirizzo sono le Basi magiche (1961). Chi vi sale sopra diventa opera d'arte. E sono arte anche le persone firmate dall'artista, che rilascia ricevuta di attestazione di questo stato.
Con Merda d'Artista (1961), il discorso giunge al suo esito più parossistico. L'artista inscatola le proprie feci, li etichetta e li firma. La personalità dell'artista è in grado di infondere statuto di opera d'arte anche ai propri rifiuti biologici, che possono così venire affidati al pubblico. Una critica ironica al mercato dell'arte, disposto a comprare tutto, purché firmato.
L'opera forse più concettuale di Manzoni è Socle du monde (Base del Mondo) nel parco di Herning. Sul piedestallo a forma di cubo il titolo appare scritto al contrario. Così il piedestallo sorregge realmente il mondo, diventando l'opera d'arte più grande mai realizzata.

Con le sue provocazioni intellettuali e i suoi azzeramenti cromatici, Manzoni ha contribuito in maniera decisiva, e personale, al rinnovamento del panorama artistico italiano. In particolare, ha offerto numerosi spunti di riflessione, raccolti soprattutto dall'arte povera e dall'arte concettuale europea.