Oskar Kokoschka

Attività artistica

Oskar Kokoschka è, con Gustav Klimt e Egon Schiele, l'artista più rappresentativo del panorama artistico austriaco di inizio '900.
Kokoschka viene considerato uno tra i principali esponenti dell'Espressionismo.
La pittura di Kokoschka è di tipo figurativo. Con quella degli espressionisti "tipici" della "Brücke" ha in comune l'intento di esprimere sensazioni, sentimenti e stati d'animo. Inoltre, ha in comune l'attitudine a deformare i soggetti raffigurati: persone, nature morte, paesaggi, vedute cittadine. Con pennellate decise altera forme, colori e luci, allo scopo di intensificare l'effetto espressivo e emozionale.
Rispetto agli espressionisti tedeschi si distingue, invece, per la caratterizzazione in senso psichico ed esistenziale dei suoi personaggi.
Sul piano tematico e stilistico non tutta l'attività artistica di Oskar Kokoschka si può considerare "espressionista" in senso stretto. Espressioniste sono le opere realizzate prima della seconda guerra mondiale, In particolare, quelle dipinte fino al 1917.
Nel 1937 Kokoschka venne inserito dai nazisti nella lista degli artisti "degenerati". Le sue opere vennero sequestrate da tutti i musei e si trovò a dover lasciare il continente per emigrare in Inghilterra.
Da allora la sua pittura perse in asprezza ed incisività. Nel contempo, acquista in lirità e morbidezza. Una liricità che gli è valsa l'accostamento agli impressionisti.

L'Espressionismo di Kokoschka si può inquadrare nel contesto socio-culturale viennese del tempo.
La vivace personalità dell'artista si manifesta, infatti, in un momento di grande crisi. Sul piano intellettuale lo scenario appare improntato da due componenti:
1)  i segni evidenti di un declino inesorabile dell'Impero asburgico, che coinvolgono le ansie, gli interessi e le speranze di tutta la cultura austriaca dell'epoca.
2)  la transizione dalle atmosfere eleganti del Simbolismo e della Secessione Viennese al gusto brutale e incisivo dell'Espressionismo
Kokoschka risente di questo clima e lo interpreta in chiave espressiva ed esistenziale. All'eleganza decorativa e ambiguamente nostalgica delle tele di Klimt contrappone l'asprezza dei suoi ritratti. Un'asprezza che ha la funzione di rendere l'angoscia e la drammaticità del suo tempo.

La pittura di Oskar Kokoschka si caratterizza per alcuni aspetti, evidenti in particolare nei ritratti.
Il disegno e la componente decorativa, propria dei secessionisti, si annullano in favore del colore e della sua incisività. Un colore trattato in maniera fisica, quasi materica, usato a volte in maniera brutale.
Le figure non hanno più l'eleganza decorativa delle donne di Klimt, ma appaiono brutte, infelici, nervose, tormentate. Alcuni tratti appaiono accentuati e volutamente deformati, a scapito di altri che si presentano accennati. Questo per esaltare l'intensità psicologica e emozionale.
Rispetto ai ritratti degli espressionisti tedeschi, i personaggi di Kokoschka si distinguono per l'ansia nervosa che li pervade. Sono personaggi depressi e tormentati, icone di un mondo sta per crollare sotto i piedi.

Oltre che pittore e incisore, Kokoschka è stato un importante scrittore e drammaturgo. Testimoniano questo lato della sua personalità I ragazzi sognanti e i drammi Assassino, speranza delle donne e La Sfinge e lo Spaventapasseri, considerati tra le prime manifestazioni teatrali espressioniste.
Consapevole della necessità di cogliere la verità interiore delle cose, di andare al di là dell'apparenza, Kokoschka ha svolto anche un'importante attività didattica come insegnante delle "Scuole del Vedere", a Salisburgo e a Sion, in Svizzera.
Affascinato dalle teorie pedagogiche di Comenio, ha sempre cercato, inutilmente, di promuovere una Lega delle scuole di tutti gli Stati, come unica via per promuovere la pace tra i popoli.