Oskar Kokoschka

Attività artistica di Oskar Kokoschka.
I ritratti espressionisti di Kokoschka negli anni '10

Nei primi anni '10, Oskar Kokoschka entra in contatto con i circoli letterari e artistici più radicali.
Si appassiona all'opera di van Gogh, Munch, Corinth e Slevogt. Grazie alle frequentazioni tedesche, si avvicina alle nuove tendenze del gruppo "Die Brücke" (Il ponte).

Questi rapporti, da una parte, favoriscono l'abbandono definitivo del decorativismo tardo-secessionista. Dall'altra, accentuano la sua carica espressiva della sua pittura.
Sulla scia delle teorie psicoanalitiche di Freud, Kokoschka si rivolge all'interiorità dell'essere umano.
In questo periodo Kokoschka dipinge soprattutto ritratti. Non lo interessa, quindi, raffigurare il soggetto come esso si presenta, ma andare al di là della sua apparenza, scavare nella sua interiorità, dare voce alla sua anima.

Nei ritratti di Kokoschka la sintesi tra ciò che è apparenza visibile e ciò che è interiorità si attua attraverso un processo di deformazione e accentuazione dei caratteri fisionomici delle figure. I volti risaltano sugli sfondi cupi, monotoni e impastati. Si presentano aspri e inquieti, ma di grande forza espressiva. I loro lineamenti sono decisi e vigorosi, e non concedono nulla alla piacevolezza.
Le tinte sono accese, contrastanti e pastose. Ma nel complesso suggeriscono un'impressione di marcio, macerato. Non trasmettono la stessa sensazione di liricità propria dei quadri di Kirchner, Nolde e dei protagonisti della Brücke. Un dato da cui traspare quella matrice di inquietudine che è tipica dell'arte austriaca.
In linea con gli studi di Freud, i ritratti di Kokoschka presentano i connotati di veri e propri ritratti psicologici.