Arshile Gorky

Attività artistica di Arshile Gorky.
Le opere della maturità di Arshile Gorky (1942-1948)

Alla fine del 1941, Arshile Gorky entra nel momento cruciale del suo percorso. A determinare la svolta pare abbiano contribuito vari fatti: un grande viaggio attraverso l'Ovest degli Stati Uniti, il matrimonio e la vita in campagna, il rapporto di amicizia e di scambio con Matta, l'apprezzamento per l'astrattismo lirico di Kandinsky. Una nuova versione di Garden in Sochi (1943) evidenzia i cambiamenti: una linea più aperta e nervosa e l'assottigliarsi delle masse di colore. Ma è soprattutto nelle opere dal 1944 in poi che si precisa lo stile.
Al centro della composizione sono complesse formazioni dall'aspetto fluido, fluttuanti su sfondi scialbi e slavati. Il colore smagrito, a tratti quasi trasparente, lascia intravvedere alcuni elementi compositivi: parti anatomiche, organi sessuali, riferimenti al regno vegetale e animale. A guidare l'occhio nella massa gelatinosa rimangono gli addensamenti di colore e il delicato disegno di linee, che funge da impalcatura alle forme in dissolvimento.
A incoraggiare l'artista su questa strada pare sia stato Matta, che nel 1942 gli suggerisce di diluire la pittura con abbondante trementina. Gorky, peraltro, esaspera il processo bagnando la tela prima e dopo la dipintura delle forme che compongono il quadro. In questo modo crea offuscamenti, colature, rigagnoli di pittura che hanno l'effetto di amalgamare le varie parti del dipinto.

Le abbondanti slavature e sgocciolature sulla tela testimoniano l'intervento finale dell'artista, che nasconde, maschera le forme più definite. Gorky a tal proposito afferma:

"... Voglio lasciare solo il fantasma del quadro a spronare l'immaginazione."
L'atmosfera nebulosa, il mascheramento delle forme e l'enfasi data al primo piano sono le soluzioni formali che permettono a Gorky di evocare uno spazio più aperto e libero. Quindi, per conoscere la vera struttura originaria di un'opera bisogna guardare ai bellissimi disegni preparatori. In essi appaiono in evidenza gli addensamenti di materia e l'intelaiatura di linee nervose che costituiscono i punti di snodo dell'immagine e che nei quadri si presentano offuscati.
Tra le opere più famose si possono ricordare: Waterfall (ca 1943), The Liver is the Cock's Comb (1944), Water of the Flowery Mill (1944), Diary of a Seducer (1945).
Un passaggio ulteriore si osserva nelle opere realizzate dopo l'incendio dello studio di Sherman, nella campagna del Connecticut (1946). La momentanea impossibilità a dipingere lo spinge e disegnare molto e acquisire un segno sempre più nervoso. Le tele successive appaiono caratterizzate da forme più accentuate, dal tracciato di linee più nervoso e dal colore ancora più evanescente: The Betrothal (1947), The Plow and the Song (1947).

Si è spesso dibattuto sul carattere autobiografico delle opere di Gorky. È probabile che su questo punto siano intervenute esagerazioni o distorsioni da parte degli studiosi. È altrettanto probabile, però, che nel lavoro maturo di Gorky i ricordi del passato e le radici armene si combinino con l'influenza del Surrealismo. Ed è grazie a questi motivi autobiografici, che le opere acquistano un'intensità emozionale che le rende armoniose e incisive nello stesso tempo. Un'intensità emozionale certamente incompatibile con l'intellettualismo surrealista.
Su questa linea, si potrebbe pensare che i titoli stessi delle opere siano riconducibili a vicende personali dell'artista. In realtà, la scelta è quasi sempre occasionale, se non addirittura suggerita da altri.

Nelle ultime opere Gorky preserva le origini emozionali e il potenziale associativo delle sue forme. Ma vi sovrappone l'energia dell'esecuzione spontanea, la libertà della linea dalle masse, un colore vibrante, una dilatazione delle dimensioni, che lo porta al di fuori di schemi conosciuti, cubisti o surrealisti. Questa miscela è stata di cruciale importanza per i futuri espressionisti astratti. In particolare, per Willem de Kooning, suo grande amico e collega.