Arshile Gorky

Attività artistica di Arshile Gorky.
La maturazione artistica di Arshile Gorky (1928-1941)

Come i suoi amici Stuart Davis e John Graham, Gorky riteneva che solo dopo che un artista aveva "digerito" la grande arte del passato potesse sperare di rivaleggiare con essa. In effetti, i primi quindici anni della sua carriera si svolgono all'insegna di questo principio.
Le prime opere personali di Gorky risalgono alla seconda metà degli anni '20. Consistono in paesaggi, nature morte e ritratti, dipinte in uno stile che ricorda i quadri di Paul Cézanne. Tra essi figurano diversi autoritratti, resi con una tecnica simile ai tasselli colorati propri delle ultime opere di Cézanne.

Verso la fine degli anni '20, Gorky si confronta con la pittura di Pablo Picasso.
In un primo tempo, è attratto dal Cubismo sintetico, che reinterpreta attraverso varie nature morte, piuttosto carenti di personalità.
Nel 1930 l'interesse si sposta verso le opere di Picasso dei tardi anni '20, in cui l'artista spagnolo combina Cubismo, Espressionismo e Surrealismo (Donna seduta del 1927). Gorky ne riprende lo schema essenziale e i contorni curvilinei, realizzando composizioni quasi astratte, in cui si riconoscono contorni di oggetti o profili di teste (Abstraction with Palette del 1930, Painting del 1932). Nello stesso tempo, realizza vari disegni in cui compaiono figure organiche in rapporto diretto con le opere più marcatamente surrealiste di Picasso.

Nella seconda metà degli anni '30 Gorky guarda ancora a Picasso, ma comincia anche a risentire dell'influenza del Surrealismo. Le opere, diffatti, testimoniano tre direzioni diverse.
Un primo gruppo è costituito da composizioni di genere cubista, che riecheggiano le opere più astratte di Picasso degli ultimi anni '20, come Lo studio. In esse lo schema piatto e il gusto decorativo trasforma la struttura cubista in pittura astratta. Appartengono a questo gruppo Organization (ca 1936) e i murali destinati all'aeroporto di Newark per conto del WPA Federai Art Project.
Un secondo gruppo è costituito da nature morte di dimensioni medio-piccole. Sui fondali piatti sono disposti incastri di forme in parte spezzate e in parte organiche, con qualche accenno di chiaroscuro: Xhorkom (1936), Enigmatic Combat ca 1936-37). La matrice è sempre cubista, ma comincia ad affiorare l'influenza del Surrealismo.
Il terzo gruppo di opere è costituito da alcuni ritratti che raffigurano se stesso, la madre e altre persone care. Le più famose sono le due versioni di The Artist and His Mother. La composizione è tratta da una vecchia fotografia che ritrae Gorky da piccolo in piedi, accanto alla madre seduta. In questo, come negli altri ritratti terminati alla fine degli anni '30, le parti anatomiche sono trattate in modo più biomorfico che naturalistico. Ciononostante emanano una sensibilità emozionale estranea ad altre opere.

Il superamento della fase picassiana avviene tra il 1936 e il 1938, quando Gorky studia la pittura di Joan Miró.
Lo spazio aperto dei quadri di Miró suggerisce a Gorky la possibilità di eliminare la scansione degli sfondi, tipica delle nature morte degli anni '30 e di ottenere uno schema più fluido e astratto. Alcune forme tipiche di Miró, come elementi biomorfici, stelle stilizzate, linee tratteggiate, riappaiono ispessite e fluttuanti sugli sfondi appiattiti delle nuove tele di Gorky: Argula (1938), Garden in Sochi (ca 1941).