Joseph Beuys

Attività artistica di Joseph Beuys.
L'atteggiamento politico di Joseph Beuys:
"la rivoluzione siamo noi"

Il rapporto "arte"-"vita" che scaturisce dalla "Soziale Plastik" sovverte ogni concezione dell'arte.
"Arte" non è più un concetto museale, bensì antropologico. In quanto tale si rivolge a ogni campo dell'attività umana, dalla scienza alla politica, investendo soprattutto la dimensione pratica dell'agire.
Tale concezione globale dell'arte responsabilizza l'uomo nei confronti di ogni suo atto, sollecitandolo a partecipare ed impegnandolo ad agire creativamente. Questa è l'idea racchiusa nel motto "la rivoluzione siamo noi".

Criticità, responsabilità, libertà, autodecisione, partecipazione, uguaglianza, democrazia sotto l'egida di un atteggiamento creativo, sono i capisaldi della rivoluzione politica di Beuys.
Nei fatti, Beuys ha sempre rifuggito da ogni forma di gabbia sociale e ideologica che potesse frenare la libera creatività.
Molti sono gli esempi di questo atteggiamento. La sua strenua lotta contro l'accademismo, condotta all'interno della Kunstakademie di Düsseldorf, che gli frutta non pochi inconvenienti. La creazione della "Freie internationale Hochschule für Kreativität..." nel 1973. La lotta contro i partiti politici tradizionali, incapaci di garantire libertà creativa ed autonomia espressiva dell'individuo, imbrigliandolo in una fitta rete di artifici e di compromessi. L'idea di fondare partiti alternativi ispirati a principi di autentica democrazia e uguaglianza: il "Deutsche Studentenpartei" nel 1967, la "Organisation für direkte Demokratie durch Volksabstimmung" nel 1971.
La possibilità per ognuno di essere artista, a modo proprio e al di fuori delle convenzioni imposte, è il pilastro su cui si basa l'impegno di Beuys in favore di una radicale uguaglianza. Esempi sono: la lotta contro le discriminazioni, contro la selezione ed il numero chiuso in accademia e nel mondo dell'istruzione, nonché la creazione di una "Freie Internationale Universität" (FIU) ispirata a tali criteri.