Joseph Beuys

Attività artistica di Joseph Beuys.
La concezione filosofico-antropologica di Joseph Beuys:
La "Soziale Plastik"

Verso la metà degli anni '60 Beuys perviene ad una personale concezione dell'essere umano.
L'uomo è il custode di un'energia in grado di modificare il mondo: in senso morale, sociale, civile, estetico, ecologico, ecc. Segno tangibile di ciò è la sua capacità di modificare gli oggetti, i materiali più poveri ed amorfi, sprigionandone l'energia in essi stessi inclusa. Motore fondamentale di tale processo è la "creatività".
La creatività è l'attributo attraverso cui si estrinseca l'energia insita nell'uomo: energia in grado di arricchire ogni oggetto, ogni atto, ogni momento della vita quotidiana. Questo processo di arricchimento è l'essenza dell'atto artistico.
Questi elementi sono i principi fondamentali della "Soziale Plastik" di Joseph beuys. In base a dessi vengono a fondersi i concetti di "uomo artistico" e "uomo creativo". Inoltre si spalanca la strada alla possibilità che ogni atto quotidiano, se svolto sotto la forza della creatività, possa diventare esso stesso atto artistico.

Nel pensiero di Joseph Beuys il convincimento che in ognuno esista tale energia e che a ognuno sia data la possibilità di sprigionarla e di operare creativamente lancia un grande messaggio di uguaglianza e di libertà:
-  l'uomo libero è l'uomo che agisce creativamente,
-  ogni uomo libero è un artista.
La "Soziale Plastik" di Beuys, consiste proprio in ciò: nell'intima relazione tra libertà dell'uomo, la sua creatività e la capacità attraverso di essa di valorizzare ogni atto quotidiano promuovendolo ad atto artistico.
A differenza di altri esponenti dell'arte azionista, l'equazione "Arte=Vita" in Beuys non consiste pertanto nell'accesso del "quotidiano" al recinto della comunicazione artistica, bensì nel suo opposto, nel dominio dell'arte sul "quotidiano": l'uomo creativo è artista ed esprime il proprio ruolo artistico nel "quotidiano".